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Resoconto dei Campionati europei juniores e promesse 1999..


A cavallo tra la fine del mese di luglio e l'inizio di agosto, non mancavano gli atleti del Lazio tra i protagonisti italiani della spedizione promesse e juniores. Il primo appuntamento è stato quello svedese di Goteborg, seconda edizione della rassegna europea riservata agli "under 23", dopo quella di Turku 1997. Due anni prima, in Finlandia, si erano presentati al via protagonisti come Luciano Di Pardo (1° nei 3.000 siepi), come Alessandro Attene (2° nei 200 metri), oltre ad atleti come gli sprinter Scuderi , Ibba e Carubini, i saltatori Boschiero, Donato e Giannini, senza dimenticare le reatina Nobili e Maristella Di Santo. Lo stadio Ullevi, invece, ha regalato grandi soddisfazioni all'Italia, a partire dal doppio titolo continentale conquistato da Manuela Levorato, nei 100 (11"26) e 200 metri (22"68), con la sorpresa degli svedesi di vedere una italiana fin troppo simile alle "nordiche". Ma, se una vittoria della Levorato era possibile (dopo il 4° posto nei 100 metri del 1997), la prestazione dell'aviere napoletano Marco Mazza ha stupito più di qualcuno, anche se a Vigna di Valle erano consapevoli di avere tra le mani un campione. "...Marco Mazza, napoletano come Assunta Legnante (bronzo nel lancio del peso), ha la tipica faccia da ragioniere, alla Alberto Cova, del quale sembra avere anche la stessa intelligenza tattica. Andate a chiederlo al finlandese Janne Holmen , se non ci credete - ha raccontato Romolo Buffoni nel suo resoconto uscito sulla rivista federale "Atletica"-  Lui potrà testimoniare di come l'atleta dell'Aeronautica l'abbia saputo beffare nella lunga cavalcata dei 10.000 metri (28'29"39), sfruttandone, avidamente,  la scia, lasciandolo andare avanti a fendere l'aria dello stadio Ullevi per, poi, salutarlo nel rettilineo finale per andare incontro all'oro. Un po' come è successo tre giorni dopo, nella gara dei 5.000 metri (13'47"17), quando Marco Mazza, facendo la gara ancora su Holmen , si è portato a casa una seconda medaglia, quella di bronzo. Una tranquillità da veterano, Mazza, anche quando è salito in tribuna stampa a raccontarsi ed a raccontare le sue due prestazioni. Bravo anche a difendere la sua privacy, non dando soddisfazione alla nostra curiosità di sapere a quale grande spavento passato fosse dovuto quel ciuffo di capelli bianchi, in una chioma nera come la pece..". Poi, non si può non sottolineare la splendida medaglia di bronzo (con il tempo di 1h 24'25") di Alfio Corsaro (che cognome impegnativo per un giovane marciatore, nipote d'arte), in una gara in cui, purtroppo, veniva squalificato, Andrea Manfredini delle Fiamme Gialle, in grado di marciare a livello dei migliori. In pista, invece, non andava bene a Francesco Scuderi (FF.AA., 10"59 in batteria) mentre il reatino Massimiliano Donati (20"84 in batteria e 21"04 in semifinale) mancava la finale dei 200 metri di poco, dimostrando che la sua crescita stagionale era sempre più rilevante. Sulle pedane dei concorsi, invece, il promettente Giuseppe Gibilisco (FF.GG.), siciliano di razza, bronzo ai Mondiali juniores di Annecy 1998, non riusciva a trovare la giusta giornata, fermandosi al 9° posto (5,30 in finale) mentre il compagno di "casacca" Francesco Pignata, nel giavellotto (metri 65, 86) si classificava al 13° posto mentre Andrea Bettinelli (Aeronautica, eliminato in qualificazione) non riusciva a sfruttare la pedana a dovere. Un po' di sfortuna, invece, poteva reclamare la staffetta del miglio (8° posto con 3'09"33)con Alessandro Giorgi (Aeronautica) da Latina ed Andrea Barberi (FF.GG.) da Tivoli a correre al meglio mentre il reatino Donati arrivava sesto (39"80) con la staffetta veloce.  Tra le donne, purtroppo, andavano segnalate due prestazioni al di sotto delle attese per Daniela Galeotti (campionessa italiana indoor ed outdoor di salto in alto), al 10° posto in finale mentre Tiziana Rocco (anche lei della Sai Assicura Roma) otteneva il 12° posto nel lancio del giavellotto, senza dimenticare il doloroso ritiro  della marciatrice Elke Ennmoser della Fiat Sud Formia. Poi, dopo la tappa svedese, è arrivata la trasferta sulle rive del Mar Baltico, a Riga, capitale della Lettonia, per la diciottesima (tredicesima per le donne) edizione dei Campionati Europei riservati alla categoria juniores. L'eroe di quei primi caldi giorni d'agosto è stato il siciliano (dal 2000 in forza alle Fiamme Gialle) Alessandro Cavallaro, spettacolare vincitore della medaglia d'oro (20"46, purtroppo ventoso) nei 200 metri, capace di far volare la staffetta 4x 100 al terzo posto. Tra i ragazzi, il Lazio ha potuto presentare il gioiello del bronzo di Massimo Maccagnan (Fiamme Gialle, con 14'12"51) oltre al volitivo Luca Menicocci (FF.GG., 47"93 in batteria)  ed al "talentuoso" Eugenio Mattei (Atletica Futura Agip Petroli Roma), che, per una manciata di centesimi, hanno mancato il podio della staffetta 4 x 400 (3'09"35). Insomma, tra gli juniores, sono stati  pochi ma buoni.