Impresa Roma, Bologna che peccato


Largo successo sul Cibona della Lottomatica che si qualifica grazie anche alla vittoria al supplementare di Malaga sul Partizan. Climamio passa in Polonia, ma non raggiunge il +15 che serviva


LOTTOMATICA ROMA–CIBONA ZAGABRIA 81-58

di Giuseppe Nigro

Qualificazione thrilling con esultanza finale per la Lottomatica. Roma fa il suo dovere travolgendo il Cibona sotto un +23, ma per passare il turno aveva bisogno della vittoria a Belgrado dell’Unicaja di Scariolo. Avanti per 35 minuti, Malaga subisce nel finale il rientro del Partizan e sembra soccombere, prima della tripla di Sanchez che porta gli spagnoli al supplementare. I cinque ulteriori minuti di passione hanno dato però la vittoria all’Unicaja e hanno fatto saltare di gioia Roma per la qualificazione alla Top 16.

Concreta e senza fronzoli sin dall’approccio alla partita, la Lottomatica aveva preso in pugno la gara da subito, per poi prendere il largo a metà secondo quarto con il 10-2 di break che è valso il 40-23 al 17’. A trascinarla è il trio Hawkins-Chatman-Bodiroga, autore di tre quarti dei punti capitolini segnati fin lì. Soprattutto è ispiratissimo il primo, tornato ai suoi massimi splendori, tra cui il canestro del 47-29 poco prima dell’intervallo. Due triple dopo il riposo significano addirittura 53-33 al 22’, ricucito solo momentaneamente fino al -12 Cibona.

Con uno dei migliori Chatman della stagione, Roma però c’è, e con tre triple in due minuti (due di Righetti) piazza l’11-0 che la fa entrare nell’ultimo periodo sul 66-43 solo da gestire negli ultimi dieci minuti. La Lottomatica tocca anche l’80-55 al 38’, ma la testa è alla partita di Belgrado, dove la situazione si capovolge e un gran Drobnjak trascina il Partizan quasi al successo. Però Sanchez porta Malaga al supplementare, dove matura la vittoria Unicaja che significa qualificazione per Roma come quinta nel girone. Eliminato il Cibona.

Lottomatica: Chatman 19, Hawkins 17, Mavrokefalidis e Bodiroga 11. Cibona: Wright 14, Wisniewski e Warren 11.

PROKOM-CLIMAMIO 78-84

di Filippo Laico

Vincere, ma senza gioire. La Climamio a Danzica doveva superare il Prokom con 15 punti di scarto in quello che era diventato uno spareggio per le Top 16. Partita di gran cuore per la Fortitudo che, però, per la prima volta in undici edizioni dell’Eurolega esce al primo turno, malgrado l’effimero successo in Polonia per 84 a 78.

Il gioiellino Belinelli ed il centro Usa Thomas sono out per questioni fisiche, non tesserabile Moiso: le premesse non sono delle migliori. Quando, dopo appena 3’, Bluthenthal con una smorfia di dolore chiede il cambio, la montagna sembra oggettivamente troppo alta da scalare. I bolognesi hanno gli uomini contati, Ataman è costretto a chiedere minuti a Dan Gay. Sì, proprio lui, il quasi 46enne ex Cantù…

La Fortitudo in avvio dimostra di volersi regalare un sogno, sospinta da un Evtimov scatenato, che chiuderà con 9/10 al tiro e 15 rimbalzi. Al 4’ siamo 8-12, all’8’ addirittura 14-22: sin qui il fatturato del lungo franco-bulgaro è di 11 punti e 5 rimbalzi. Tornato in campo, Blu si sveglia con una tripla centrale all’11’, per il più 11 (18 a 29), è il punto più alto dei bolognesi che cadono fragorosamente. L’attacco va in tilt, ai padroni di casa sono concessi canestri facili e si concretizza un micidiale break di 18-2 (36-31 sul tabellone). Sarà fatale questo secondo periodo.

Il terzo quarto vede un perentorio cambio di rotta, si chiude 52-57 nonostante Digbeu insista senza costrutto dalla distanza. La Climamio torna a crederci, merito di un parziale di 6-20 che fa rifiorire i biancoblù, ben condotti da Edney. Al 34’ siamo 57-67, quelli della F vedono il traguardo a soli 5 punti e le sensazioni sono piacevoli ma Pacesas e Slanina gelano facili entusiasmi con quattro triple praticamente a fila. Bluthental non ci sta e replica colpo su colpo (finisce con 5/6 da 3), Bologna non molla ma le energie inevitabilmente sono già state spese tutte. Fuori sì, ma con onore e con un successo.

Prokom:Dalmau 18, Slanina 15, Andersen 10.

Climamio:Evtimov 21, Edney e Bluthenthal 17.


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