Bologna spera, Napoli affonda
La Climamio batte il Le Mans e ribalta anche la differenza canestri: il sogno Top 16 può continuare. A Mosca mai in partita la Eldo, sotto 14-0 dopo 6 minuti. Decisivi i lunghi del Cska
MILANO, 13 dicembre 2006 - Nell'ottava giornata di Eurolega la sfida di Napoli ai campioni d'Europa del Cska si risolve in favore della squadra allenata da Ettore Messina. Nel girone A seconda vittoria per la Climamio, che in casa supera il Le Mans.
Cska Mosca-Eldo Napoli 82-72
di Pietro Scibetta
A vedere il punteggio finale sembrerebbe che a Mosca si sia giocata una partita, ma non è stato così: dopo 6' Piero Bucchi aveva speso due time out, il primo sul 7-0 e l'altro sul 14-0 dopo i cambi. Il -10 finale non riflette una partita abbondantemente già decisa nel primo quarto : Jeff Trepagnier ha segnato i primi due punti napoletani quando i moscoviti erano già a quota 17; dopo 2'06 del secondo quarto Theodoras Papaloukas ha messo a segno la tripla del 35-10, facendo chiaramente intendere che gli spettatori presenti potevano già pensare a come spendere il resto della loro serata. Eppure le premesse erano decisamente migliori: la Eldo si presentava da due vittorie consecutive (a Treviso in Eurolega e nel derby contro Scafati), alleggerita dalla partenza di Tierre Brown, che forse più che un peso era diventato un alibi.
Fallito, stasera, l'impiego di Ellis da nuovo playmaker, troppo piccoli e fisicamente più modesti i lunghi partenopei, Bucchi ci ha provato con alcune "furbizie" come Flamini in quintetto per marcare Smodis, ma la differenza di classe e potenzialità era troppo importante in campo, ma anche sulle panchine dei due allenatori. Al primo accenno di pressing l'attacco della Eldo si perde in alcune fasi in maniera imbarazzante, non riuscendo neppure a tirare e soprattutto ad avvicinarsi al ferro (3 dei primi 4 tiri tentati dalla lunga distanza). I campioni d'Europa, imperterriti, con esecuzione, contropiede e alcuni facili canestri concessi da una difesa latitante, hanno fatto il resto. Per Napoli una serata da dimenticare.
Mosca: Smodis 18, Vanterpool 12, Langdon 11.
Napoli: Ellis 15, Morandais 14, Rocca 13.
Climamio Bologna-Le Mans 83-71
di Vincenzo Di Schiavi
Come voleva Ataman. Prima vittoria della Climamio al Paladozza contro il Le Mans (83-71) e differenza canestri ribaltata. In che modo? Da Fortitudo. Prima un'entrata insensata di Edney, che poi trova una tripla e, a 7", palla rubata di Shumpert che tira, rimbalzo di Bluthenthal da dietro il tabellone e palombella che finisce dentro proprio sulla sirena.
E' partita bene la difficile rincorsa della Fortitudo verso la Top 16, grazie al trio americano Edney-Bluthenthal-Thomas (58 punti in totale) e alle 19 palle perse dei francesi che tirano meglio ma concedono il canestro a ogni pallone buttato. Mancinelli e Belinelli, trascinano, in avvio, una Climamio che s'inceppa molto presto. Il repentino break di 12-2, spinge Le Mans avanti di 3 (11-14), così Ataman decide per la terapia d'urto cambiando il quintetto in blocco. Dentro Fultz, Cavaliero, Shumpert, Evtimov e Gay. Le seconde linee producono giocate maldestre (specie Evtimov) ma almeno ottengono lo scopo voluto dal coach turco: svegliare le prime donne. A cavallo dei primi due quarti, Edney ispira il contro parziale di 9-2 che riporta a galla Bologna e puntella l'equilibrio che si trascina fino all'intervallo: 34-31 per la Climamio. Colpa soprattutto dei francesi che, pur tirando col 50% (contro il 38), contano ben 12 palle perse.
Nel terzo quarto, la difesa di Mancinelli e una tripla di Cavaliero spingono Bologna a +7 (48-41), mentre i francesi si aggrappano alle invenzioni di Gregory che tamponano le amnesie di Wheeler e Botolo, incapaci di produrre una regia accettabile. Quando però al 31' Bluthenthal imbuca il + 8 (57-49), Wheeler si accende d'improvviso con 7 punti in 15", ma soccombe nella sfida a distanza con Edney, padrone del gioco e dei ritmi del match. Ma è un palla rubata da Shumpert con conseguente schiacciata (74-65) a chiudere la partita. La differenza canestri (+11 per Le Mans) regala poi il finale col botto.
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