Europei
di Budapest - Un'altra giornata storica
Rosolino e Magnini alle spalle di van den Hoogenband
nei 200 sl. Boggiatto e Sacchin di bronzo nei 400 misti e nel trampolino 1 metro. Cadono anche due
record italiani
BUDAPEST -
Due argenti. Due bronzi. Due record italiani. Un primato personale. Medaglie e
promesse. L'ottava giornata degli Europei di Budapest volta pagina con i podi
di Massimiliano Rosolino, Alessio Boggiatto, Filippo Magnini e Christopher Sacchin e con Loris
Facci e Paolo Bossini autori dei migliori due tempi nei 200 rana (2'12"01
primato personale e 2'12"33), e Francesco Vespe e Alessia Filippi in
finale col record italiano dei 200 farfalla (1'57"72) e 200 misti
(2'14"83).
Il primo urlo di giornata è di Christopher
Sacchin. Inatteso, per il terzo
posto dal trampolino 1 metro
che bissa quello di Maria Marconi. Eliminato in semifinale Nicola
Marconi (oro a Berlino, argento a Madrid), il 23enne bolzanino dei carabinieri,
che suona la batteria e ama i custom, disputa la
finale "senza niente da perdere e con la
consapevolezza di aver lavorato bene tutta la stagione". Sacchin chiude con 415,70 punti alle spalle del campione in
carica, il finlandese Joona Puhakka
(425,00), e ad appena nove decimi dal russo Alexander
Dobroskok. "Sono molto soddisfatto, non trovo
aggettivi per definire la gioia che provo - racconta - Ho migliorato il record
personale di 20 punti e conquistato la prima medaglia assoluta dopo l'oro agli
Europei juniores di Brasschat 1998. Superata la
semifinale, ho affrontato la finale sereno; questo mi
ha permesso di dedicare più attenzione ai particolari, alla pulizia del gesto.
Forse anche l'argento era possibile, ma preferisco non
pensarci. La medaglia compensa due anni impiegati a guarire dalla pubalgia e a
dimenticare lo scivolone sul trampolino al Grand Prix di Rostock
che mi ha costretto ad un lungo stop intaccando la mia sicurezza". In
semifinale Sacchin elimina proprio Nicola Marconi,
quarto a circa 7 punti dal compagno. "Nicola ha aperto il nuovo ciclo dei
tuffi italiani, ormai competitivi in tutte le specialità e rappresentati da una
Nazionale compatta e protesa al sacrificio comune pur di raggiungere gli
obiettivi. Lui è il nostro punto di riferimento. Ora ha i tre metri e il
sincro. Sarà protagonista - conclude - poi prepareremo
i tre metri in vista delle Olimpiadi di Pechino".
Dall'arena dei tuffi alla vasca del nuoto le emozioni non cambiano. L'attesa
per i 200 stile libero è premiata dalla seconda finale più veloce degli
Europei. Due dei protagonisti ne hanno scritto la storia
degli ultimi dieci anni - gli olimpionici Pieter van den Hoogenband
e Massimiliano Rosolino - il terzo è il campione mondiale Filippo
Magnini. Si impone l'olandese volante in 1'45"65
(sempre in testa con passaggi da 24"79, 51"11, 1'18"16) che
conquista il quarto oro in cinque edizioni. Argento a Rosolino che nuota il
tempo più veloce della sua carriera agli Europei toccando in 1'47"02
(25'40"52"48, 1'20"12), ricorda di essere stato l'unico atleta
capace di battere VDH con l'oro di Helsinki 2000 (l'anno magico delle Olimpiadi
di Sydney!) e sale ancora sul podio dopo l'argento di Siviglia 1997, e i bronzi
di Istanbul 1999, Berlino 2002 e Madrid 2004. Al terzo
posto si conferma Magnini in 1'47"57 (25"30, 52"58,
1'20"84), terzo tempo da lui mai nuotato in
attesa dei 100.
"Sono felice ma non appagato - sottolinea Rosolino, primatista italiano
della distanza con l'1'46"60 che gli valse il bronzo olimpico - Io
sono nato coi 200. A
Vienna, nel 1995, conquistai il bronzo nella 4x200, avevo appena 17 anni ed era
la prima medaglia assoluta della carriera. Nei 200 ho esordito alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 col sesto posto, ho vinto la prima
medaglia agli Europei di Siviglia 1997 (argento, ndr)
e ai Mondiali di Perth (argento, ndr). Tutta la mia carriera è legata ai 200 sl. Nonostante abbia vinto il titolo
olimpico nei 200 misti, resta la gara a cui sono più affezionato". Come
dimostra l'1'47"02 dopo dieci anni dal primo
acuto internazionale. "Ho raggiunto un equilibrio che mi trasmette forza e
convinzione - continua - Lo devo alla certezza dell'allenamento, al costante
confronto con Magnini. Io sono più resistente, lui ha
una maggiore velocità di base. Ci compensiamo e aiutiamo a vicenda. Terminate le gare individuali, ora bisogna difendere l'oro
conquistato a Madrid con la staffetta 4x200. Poi - conclude
- ci dedicheremo ai Mondiali di Melbourne, crocevia determinante verso le
Olimpiadi di Pechino. L'obiettivo è il 3'43 sui 400 e l'1'45 sui 200; ma potrei
anche decidere di dedicarmi soprattutto a una delle
due gare".
Il bronzo di Filippo Magnini invece accresce ancora di più l'attesa per la
sfida dei 100 con van den Hoogenband, due volte campione olimpico e primatista
mondiale in 47"84. "I 200
mi hanno trasmesso maggiore fiducia in vista dei 100 -
racconta il campione del mondo - Oggi ho nuotato il mio terzo tempo
di sempre, van den Hoogenband invece ha toccato quasi due secondi oltre il pesonale. Le riflessioni inducono all'ottimismo, anche
perché fin dall'inizio degli Europei sono totalmente proteso verso la mia gara.
La sento molto e il centesimo grazie al quale ho preceduto sul podio il
britannico David Carry mi fa sentire vicino anche la
dea bendata. Considerando che nell'ultimo mese ho preparato solo i 100, e che
nei 200 la resistenza di Rosolino e van den Hoogenband è stata
risolutiva, non posso che essere estremamente
soddisfatto".
Così come Alessio Boggiatto che nei 200 misti si inchina solo al vice campione
del mondo, il mito dell'Isola Margherita, Laszo Cseh. L'ungherese di Budapest si impone
col record dei campionati in 1'58"17 (24"82, 53"81, 1'29"08);
per Boggiatto, già argento a Berlino, 2'00"14 (26"60, 57"68,
1'32"20). "Sapevo che a dorso avrei perso il contatto con Cseh - racconta l'ex campione mondiale dei
400 - Infatti ai 200 metri ero a più di
cinque secondi, poi però ho nuotato le frazioni a rana e stile libero come
preparato e ho recuperato chiudendo con un ritardo accetabile.
Ora aspetto il duello di domenica sui 400. Un altro bel podio mi renderebbe
felice".
Domani previste altre emozioni con il campione in carica Paolo Bossini e
Loris Facci nella finale dei 200 rana in corsia 5 e 4,
con Alessia Filippi contro le olimpioniche Yana Klochkova e Laure Manaudou, e nei tuffi con i fratelli Nicola e
Tommaso Marconi nel sincro tre metri e Tania Cagnotto e Valentina
Marocchi dalla piattaforma che cercheranno di difendere i titoli di Madrid
2004.
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domani
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ufficiali
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foto deepblueeye.com/scala
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EUROPEI DI
BUDAPEST
RISULTATI AZZURRI E RIEPILOGO MEDAGLIE
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RISULTATI NUOTO 3^ GIORNATA
200 rana M - semifinale
1. Loris Facci 2'12"01 (p.p.) qualificato
2. Paolo Bossini 2'12"33 qualificato
200 misti F - semifinale
6. Alessia Filippi 2'14"83 RI qualificata
prec. 2'15"71 di Federica Biscia il 18/9/2000 a Sydney
200 sl M - finale
2. Massimiliano Rosolino 1'47"02
3. Filippo Magnini 1'47"57
100 rana F - finale
8. Chiara Boggiatto 1'09"47
200 farfalla M - semifinale
8. Francesco Vespe 1'57"93 qualificato
(nelle batterie 1'57"72 RI; prec. 1'58"20
di Christian Galenda il 23/7/2001 a Fukuoka)
200 misti M - finale
2. Alessio Boggiatto 2'00"14
100 dorso F - semifinale
14. Valentina De Nardi 1'03"42 eliminata
Eliminati in batteria
100 dorso F
20. Elena Gemo 1.03.98
200 misti F
Livia Travaglini DNS
50 dorso M
18. Enrico Catalano 26"46
RISULTATI TUFFI 2^ GIORNATA
Trampolino 1 metro M - finale
3. Christopher Sacchin 415.70
Eliminato in semifinale
4. Nicola Marconi 363.35
LE MEDAGLIE ITALIANE A BUDAPEST
Oro (2)
Alessia Filippi nei 400 misti
Italia nella 4x100 sl maschile
Argento (3)
Massimiliano Rosolino nei 400 sl
Massimiliano Rosolino nei 200 sl
Alessio Boggiatto nei 200 misti
Bronzo (6)
Simone Ercoli nella 5 Km
Italsincro nella prova a squadre
Italsincro nel libero combinato
Maria Marconi dal trampolino 1 mt
Christopher Sacchin dal trampolino 1mt
Filippo Magnini nei 200 sl |
Francesco Passariello
02 agosto 2006
FIN – FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO