Bangkok: a metà del percorso

Oggi, mercoledì 2 agosto, è la giornata dell’outing. S’interrompono i giochi; atleti, staff e accompagnatori mettono il naso fuori dalla prigione dorata del Baiyoke Sky Hotel per guardarsi intorno e dare un’occhiata alle bellezze naturali, storiche e artistiche offerte dalla leggendaria capitale di quello che fu il Siam.
Pioggia permettendo, sarà l’occasione per visitare il Tempio del Buddha Smeraldo; ovvero il Wat Pho, il monastero più antico della capitale; ovvero il Wat Traimit con il suo Buddha d'Oro. Alternativa: rimanere in albergo a dormire…
E anche l’occasione per un primo bilancio: siamo infatti a metà del Round Robin di qualificazione. Abbiamo lasciato entrambe le nostre formazioni attestate intorno al decimo posto. Beh, le cose non sono cambiate di molto. Anzi, dopo il secondo incontro di martedì gli Schools (leggi: cadetti) erano precipitati quasi in fondo alla classifica in seguito alla pesantissima sconfitta subita contro una delle due squadre a stelle e strisce. L’ultima sessione della giornata ha visto la prima vittoria, un en-plain contro il Canada, che ci ha tolto da una situazione imbarazzante. Eh, sì, perché prima di questo episodio i nostri cadetti non erano riusciti a vincere un incontro che è uno, foss’anche contro avversari modesti, in ragione di un gioco troppo spesso falloso e approssimativo.
Notizie più confortanti vengono dagli juniores. Ma se il loro comportamento non è altrettanto censurabile, anche gli azzurrini soffrono di un grave limite. Non perdono, è vero, almeno non perdono pesantemente; ma non sanno vincere, vale a dire non sanno vincere largamente. Non a caso è stata sufficiente la larga vittoria (24 a 6) ai danni di Hong Kong, ottenuta all’ottavo turno, per risalire dalla dodicesima alla settima posizione. La sconfitta (13 a 17) del turno successivo, contro la forte USA 1, ci ha ridimensionati: siamo noni col 15,5% di media, a 26 punti dalla quarta posizione, l’ultima utile per disputare la fase finale.
Al di là della vittoria, che ha fatto bene alla classifica e al morale, ha rincuorato il livello di gioco messo in mostra dai nostri. Efficace, a tratti brillante, indice di tecnica, esperienza e di quel pizzico d’intuito che a questo livello fa spesso la differenza.
A mo’ di esempio, citiamo qualche episodio del match che opponeva appunto i nostri (Di Bello-Lo Presti in aperta e Ferrari-Sangiorgio in chiusa) agli asiatici.
Alberto e Francesco al board 3 chiamano una manche disdegnata dagli avversari di sala aperta: le carte sono tutto OK per il dichiarante e inscriviamo i primi 10 imps sulla colonna buona.
Alla 5 sono i cinesi a tirare: uno slam ai limiti dell’assurdo che poteva però riuscire felicemente se la difesa non avesse mai mosso atout (non a caso Francesco ha concluso con 12 levèe). Sta di fatto che un brillante controgioco di Fabio (sta basso con l’Asso quando il giocante muove il singolo di fiori del morto verso la mano) azzera tutte le speranze della linea avversaria. Due down e sono altri 11 imps per i nostri colori.
Alla 8 Stelio ruba 3 SA dove Francesco, nell’altra sala, sa trovare il controgioco che batte. Così a metà incontro siamo 36 a 10.
Al board 11 attacco ineccepibile di Stelio; Fabio perfeziona la difesa sbloccando opportunamente il Re; il giocante non vede la soluzione (lisciare un giro) e 4 Picche vanno un down. Vita facile per i nostri in sala chiusa: gli avversari provano la difesa a 5 Cuori, due sotto.
Il board seguente vede ancora i nostri due portacolori in evidenza: pervengono ad un arduo 5 Quadri in sede di licita, contratto trovato peraltro anche in chiusa, ma la differenza la fa Fabio che manovra a carte viste. Ancora 12 imps e siamo 64 a 10.
La manche a cuori realizzata dai cinesi all’ultimo board cci toglie la soddisfazione del “cappotto”. Rimane il fatto che i nostri hanno saputo dimostrare che quando rendono al meglio, non ce n’è per nessuno.

Negli otto incontri che mancano alla fine della fase di qualificazione, se è vero che dobbiamo ancora incontrare la rivelazione Singapore (quarta) e la Francia (quinta), tutte formazioni che ci attendono sono di basse classifica, addirittura le quattro cenerentole della graduatoria. Se gli azzurrini sapranno ripetersi ai livelli messi in mostra nel match che vi abbiamo raccontato, non è perduta ogni speranza.
Prima di concludere ecco la tabella di marcia dei nostri juniores:

n.

Avversario

Imps+

Imps-

VP Italia

VP avvers.

Totale

Rank

1

Ungheria

55

37

19

11

19

8

2

Israele

35

64

9

21

28

11

3

Egitto

38

42

14

16

42

11

4

Polonia

32

34

15

15

57

14

5

Canada

37

31

16

14

73

12

6

USA 2

49

39

17

13

90

10

7

Norvegia

42

52

13

17

103

12

8

Hong Kong

69

23

24

6

127

7

9

USA 1

44

54

13

17

140

9

 

 

02/08/06

Mabel Bocchi

Responsabile Ufficio Stampa