Il
finlandese trionfa per il secondo anno consecutivo a Spa davanti ad Alonso che
però è a sei punti dal titolo mondiale. Terzo Button, quinto Barrichello,
ritirati Fisichella, Montoya, Trulli e Michael Schumacher
Solo la matematica non premia Fernando Alonso. Lo spagnolo
si è piazzato secondo nel Gran Premio del Belgio disputato su pista bagnata a
Spa Francorchamps dietro a Kimi Raikkonen e ora, con 25 punti di vantaggio in
classifica sul finlandese, gli basterà arrivare terzo tra due settimane a
Interlagos per diventare con due gare di anticipo il più giovane campione del
mondo della storia della Formula 1. Terzo posto per Jenson Button, al secondo
podio stagionale e alla settima gara consecutiva a punti, seguono Mark Webber,
Rubens Barrichello, Jacques Villeneuve, Ralf Schumacher e Tiago Monteiro.
Ritirati Giancarlo Fisichella e Jarno Trulli per incidenti, entrambi senza
conseguenze, Michael Schumacher, tamponato da Takuma Sato, e Juan Pablo
Montoya, dominatore della corsa per tre quarti ma che poi si è toccato con
Antonio Pizzonia, doppiato, gettando alle ortiche la doppietta McLaren-Mercedes
e regalando il secondo posto ad Alonso.
Non piove ma il tempo non promette nulla di buono e la
pista è bagnata dato che ha piovuto fino a un'ora e mezza prima del via. Praticamente
tutti scelgono le gomme intermedie, Toyota e Ferrari hanno l'assetto da
bagnato. Alla partenza è Montoya a scattare in testa davanti a Raikkonen,
attaccato vanamente da Trulli. Le due McLaren vanno subito in fuga mentre
Fisichella, che deve rimontare dal tredicesimo posto in griglia, recupera
parecchie posizioni grazie alla sua abilità in queste condizioni di gara.
All'11° giro però il romano, dopo aver scavalcato Button, commette un errore
all'Eau Rouge, si gira e va a sbattere violentemente contro le barriere esterne
del Raidillion, per fortuna senza conseguenze. La safety-car entra in pista per
far spostare la Renault incidentata e tutti ne approfittano per effettuare il
primo pit-stop. Trulli azzarda le gomme da asciutto ma poi dovra fermarsi a cambiarle
di nuovo e la sua gara è compromessa. Il suo compagno Ralf Schumacher invece,
grazie al set-up da pioggia e al gioco delle soste, balza al secondo posto e
più tardi arriva addirittura a minacciare la prima posizione di Montoya.
Quando la safety-car rientra ai box Takuma Sato pensa
bene di combinarne una delle sue tamponando Michael Schumacher alla staccata
del tornantino La Source. Il buffetto a mo' di schiaffo che il tedesco, sceso
dalla macchina, rifila al giapponese rimasto nell'abitacolo, è eloquente e
suggella nel peggiore dei modi la stagione della Ferrari e di Schumi che,
malgrado il terzo posto nel mondiale piloti, è da considerarsi super-negativa.
La gara prosegue con Raikkonen che è alle spalle di Ralf mentre Alonso è
quarto. Dalle retrovie rinviene Button che dà spettacolo con alcuni bellissimi
sorpassi ai danni per esempio di Villeneuve, che è stato momentaneamente
davanti ad Alonso e ha sfoderato una buona prestazione, e di Webber. Poco dopo
metà gara anche Ralf azzarda le gomme da asciutto ma commette subito un errore
e si deve fermare di nuovo ai box per rimettere le intermedie. L'unico
avversario pericoloso per le McLaren, insieme a Fisichella e forse a Michael
Schumacher, è pertanto fuori dai giochi per la vittoria. Alonso è così terzo,
mentre i due della casa di Woking si scambiano le posizioni dopo il secondo
pit-stop: primo Raikkonen, secondo Montoya.
La doppietta delle frecce d'argento sembra cosa fatta,
ma a tre giri dal termine il colombiano, che perde quattro secondi al giro dal compagno
di squadra, si tocca con Pizzonia, attardato di un giro, e si ritira
avvicinando ancora di più Alonso al titolo mondiale. Raikkonen trionfa in
solitaria: per lui è la seconda vittoria consecutiva a Spa, la sesta stagionale
e l'ottava della carriera, ma l'ennesima prodezza del finlandese, mai domo, si
rivelerà con tutta probabilità inutile. Nel finale la pista si asciuga e alcuni
piloti, come il finalmente positivo Webber e Ralf, montano di nuovo gli
pneumatici da asciutto abbassando notevolmente il record sul giro: alla fine la
tornata più veloce sarà del piccolo Schumi. Quinto Barrichello che con una gara
senza infamia e senza lode torna in zona punti dopo quattro Gran Premi a quota
zero, il futuro ferrarista Felipe Massa butta invece via un buon piazzamento
montando troppo presto le gomme da asciutto. Nel finale va a sbattere senza
conseguenze anche Trulli, mentre Monteiro acciuffa un punticino dopo il podio
farsa di Indianapolis. Ora la Formula 1 lascia l'Europa per trasferirsi in
Brasile dove Fernando Alonso, fortunato ma anche bravo e attento, potrebbe
portare il primo titolo mondiale al suo paese, la Spagna, e il primo alla
Renault come casa costruttrice di telaio.
RASSEGNA STAMPA - Eurosport - Max Valle
10/09/05