Montoya re di Monza

Dopo il trionfo del 2001 con la Williams il colombiano vince il Gran Premio d'Italia con Alonso ormai vicino al mondiale e a Fisichella. Raikkonen è quarto, le Ferrari fuori dalla zona punti, Schumi cede matematicamente il titolo. Nessun ritiro: era capitato solo al Gran Premio d'Olanda 1961

Juan Pablo Montoya, Fernando Alonso e Giancarlo Fisichella ridono, Kimi Raikkonen e la Ferrari piangono. Il colombiano si aggiudica il Gran Premio d"Italia con autorevolezza davanti allo spagnolo che con la piazza d"onore porta a 27 i punti di vantaggio in classifica mondiale sul finlandese, quarto dopo le numerose disavventure capitategli sia oggi sia nel resto del weekend. Meritatissimo terzo posto per Fisico, la casa di Maranello porta a termine una gara assolutamente anonima con Michael Schumacher decimo e Barrichello dodicesimo.

Alla partenza Montoya scatta in testa dalla pole position seguito da Alonso che gli stava di fianco in griglia, seguono le Bar di Button e Sato, quindi Trulli, Barrichello, Michael e Fisichella. Barrichello passa Trulli alla prima variante, lo stesso fa Michael Schumacher alla Roggia ma taglia la chicane e restituisce la posizione al pilota della Toyota. Raikkonen, autore del giro più veloce in qualifica ma ancora una volta retrocesso di dieci posizioni per la sostituzione del motore, è undicesimo e a causa dei serbatoi pieni (il finlandese ha programmato un solo pit-stop) non riesce a superare Villeneuve che lo precede. I primi due, malgrado abbiano più benzina degli avversari, spingono come forsennati guadagnando almeno un secondo al giro su tutti. Il primo dei big a fermarsi è Schumi dopo 13 giri, subito seguito da Barrichello. Dopo 19 tornate tocca ad Alonso, un giro dopo è la volta di Montoya che cede momentaneamente la testa a Fisichella, il romano effettua il pit-stop subito dopo. Raikkonen intanto rinviene fortissimo dalle retrovie arrivando a 2"2 da Montoya e al 25° passaggio si ferma per ben 11"5, col chiaro intento di proseguire fino alla fine. Ma la sfortuna, o chissà cos'altro, si accanisce nuovamente sul finlandese. La sua Michelin posteriore sinistra, quella maggiormente caricata, perde i pezzi e Kimi deve fermarsi a cambiarla dopo soli tre giri.

La gara per lui è definitivamente compromessa e malgrado una serie di sorpassi a Villeneuve, Massa e due volte a Trulli, Raikkonen, nonostante il record sul giro effettuato a tre dalla fine, non potrà fare meglio del quarto posto a causa anche di un testacoda alla Roggia a otto tornate dal termine, errore commesso nella foga di recuperare. Davanti Montoya e Alonso, scampato il pericolo, proseguono senza problemi anche dopo il secondo pit-stop mentre Fisichella, grazie a una prima sosta molto ritardata, conquista il terzo posto mantenendolo fino alla fine. Negli ultimi cinque giri brividi per Montoya anche lui in difficoltà per la gomma posteriore sinistra che si deteriora, il colombiano però da circa dieci secondi di vantaggio che aveva su Alonso riesce a mantenerne poco più di due sul traguardo. A punti vanno anche Trulli, Ralf, Pizzonia e Button. Le Ferrari si fermano prima di tutte sia al primo che al secondo pit-stop ma la tattica dà loro torto e per giunta Barrichello, come Raikkonen, è costretto a una sosta supplementare per cambiare la Bridgestone posteriore sinistra. Stesso discorso per le Bar, sparite nella seconda parte di gara. La casa di Maranello non rimaneva a bocca asciutta nel Gran Premio di casa esattamente da dieci anni.

Kimi Raikkonen si è confermato uno dei due migliori piloti di quest'anno insieme ovviamente ad Alonso, ma non riesce a concretizzare la superiorità della sua McLaren-Mercedes sulla Renault. Senza l'inconveniente alla posteriore sinistra avrebbe potuto ottenere una clamorosa vittoria, che è andata invece al suo compagno di squadra. Montoya riporta la casa di Woking al successo sul circuito brianzolo dopo otto anni e lui stesso trionfa quattro anni dopo la vittoria ottenuta proprio qui a Monza sulla Williams, la prima della sua carriera. Juan Pablo è inoltre al secondo successo stagionale, il sesto della carriera, mentre Alonso mette altro fieno in cascina per diventare il più giovane campione del mondo della storia. Fisichella è il primo italiano sul podio del circuito di casa dal 1988, mentre una curiosità è rappresentata dal fatto che nessun pilota si è ritirato: è la seconda volta che capita nella storia del Circus, la prima fu nel Gran Premio d'Olanda del 1961. Degna di nota la prestazione di Antonio Pizzonia, che per la seconda volta consecutiva sostituisce a Monza un pilota titolare della Williams-Bmw, l'anno scorso Ralf Schumacher, quest'anno Nick Heidfeld, e per la seconda volta consecutiva va a punti, settimo oggi come dodici mesi fa. Ora tutti a Spa, in Belgio, dove se fra una settimana Fernando Alonso guadagnasse quattro punti su Kimi Raikkonen si laureerebbe campione del mondo, titolo che oggi Michael Schumacher ha matematicamente perso dopo cinque anni.


RASSEGNA STAMPA 04/09/05

Eurosport - Max Valle