Alonso, storico iride
A 24 anni e due mesi Fernando Alonso, terzo nel GP del Brasile, è
il più giovane campione del mondo della storia della F1. La gara di Interlagos
è stata vinta da Juan Pablo Montoya davanti a Kimi Raikkonen. Le Ferrari:
quarto Schumi, sesto Barrichello
Era ampiamente nelle previsioni: Interlagos e il
Brasile hanno incoronato Fernando Alonso campione del mondo. Allo spagnolo
bastava un terzo posto e terzo posto è stato, alle spalle delle due McLaren di
Juan Pablo Montoya e di Kimi Raikkonen. Quarta e sesta le Ferrari di Michael
Schumacher e Rubens Barrichello, in mezzo a loro Giancarlo Fisichella, settimo
Jenson Button davanti a Ralf Schumacher. Tredicesimo Jarno Trulli, che doveva
portare a termine una difficile rimonta dalle retrovie dello schieramento a
causa della sostituzione del motore e non ci è riuscito.
Alla partenza Alonso, che scatta dalla pole position,
è in testa davanti a Montoya, Fisichella, Raikkonen e Michael Schumacher. Il
romano perde subito due posizioni ma entra in pista la safety-car per un
contatto tra Coulthard, Webber e Pizzonia che mette fuori gioco tutti e tre.
Alla ripresa Fisichella risorpassa Schumi e Montoya scavalca facilmente Alonso
lungo la Descida do Lago. Le McLaren ritardano notevolmente il pit-stop, tanto
da far erroneamente pensare a una tattica di una sosta contro due degli
avversari, e questo ritardo consente a Raikkonen di passare davanti ad Alonso.
Stesso discorso per Michael nei confronti di Fisichella. La gara non ha
particolari spunti spettacolari, a parte un bel sorpasso di Barrichello ai
danni di Button che gli vale il sesto posto nel suo ultimo Gran Premio di casa
con la Ferrari. Nemmeno la pioggia arriva a guastare la festa di Fernando
Alonso che agguanta il preventivato il gradino più basso del podio e con esso
il titolo iridato.
La McLaren perde matematicamente la possibilità di
vincere il mondiale piloti ma si porta in testa alla classifica costruttori con
due lunghezze sulla Renault e centrando la prima doppietta da cinque anni a
questa parte, l'ultima era datata Zeltweg 2000. Le frecce d'argento si
confermano le vetture in questo momento più veloci: per il team di Woking è la
quinta vittoria consecutiva, la nona stagionale, per Montoya è il terzo
successo stagionale, il settimo della carriera, il secondo consecutivo a
Interlagos. Ma la gioia oggi è tutta di Fernando Alonso, il più giovane
campione del mondo di Formula 1 della storia a 24 anni e 2 mesi, e di tutto il
team della casa francese, a cominciare da Flavio Briatore, che vince il suo
terzo iride piloti come boss di una squadra del Circus, dieci e undici anni
dopo i trionfi con Michael Schumacher, grazie a un altro autentico fenomeno. Ma
soprattutto, Alonso regala alla Renaul, che ne aveva già vinti cinque come
fornitore di motori, il primo titolo piloti come casa costruttrice di telai.
Del pilota asturiano parliamo a parte. Chiudiamo con
due parole su Kimi Raikkonen, al quale va reso il merito di essere stato il più
grande e fiero avversario di Alonso ma è stato penalizzato da molti episodi
sfortunati senza i quali poteva lottare ad armi pari con lo spagnolo nelle
ultime gare. Infine la Ferrari, finalmente a punti con entrambi i suoi piloti
dopo cinque Gran Premi. La distanza dai migliori è ancora molto ampia e Michael
Schumacher è stato affiancato da Montoya al terzo posto in classifica piloti,
ma questo doppio discreto risultato può essere un buon segnale di fiducia in
vista della prossima, importantissima stagione.
RASSEGNA STAMPA - Eurosport - Max Valle
25/09/05