La
decisione presa dalla Federazione di non partecipare alle gare suppletive di
qualificazione al Mondiale 2005 di baseball, previste nel prossimo mese di
aprile in Florida, ha suscitato parecchia curiosità negli addetti ai lavori e
negli appassionati di baseball.
Il Presidente Riccardo Fraccari ha accettato di chiarire le motivazioni
della decisione in questa intervista.
Presidente Fraccari, per la prima volta da tempo immemorabile l'Italia non parteciperà
al Mondiale: "Si è vero, ma purtroppo quella disgraziata partita con la
Svezia del Luglio 2003 ci costò l'esclusione dalle prime 4 posizioni
dell'Europeo e di conseguenza non ci siamo qualificati".
L'Italia fece comunque ricorso relativamente alla posizione di alcuni giocatori
della Grecia: "Sì, pienamente convinta delle sue ragioni. Facemmo ricorso
alla Commissione Tecnica della Federazione Europea, come prevedono i
regolamenti CEB, la quale avrebbe dovuto dare un giudizio, che tra l’altro è
inappellabile. Semplicemente applicando il regolamento, la CEB dichiarare perse
le gare in cui la Grecia aveva utilizzato un giocatore “non eleggibile” (nel
concreto, un giocatore con il documento d’identità scaduto). La Commissione
Tecnica invece di decidere demandò al Comitato Esecutivo, che però non ha
giurisdizione sull’argomento. L’Esecutivo prese una decisione assurda e
squalificò il giocatore risultato “non eleggibile”, omologando i risultati
acquisiti. Ripeto: fu una decisione assurda, che l’esecutivo CEB non aveva
nemmeno i titoli per prendere. Facemmo quindi ricorso alla Federazione Mondiale
(IBAF), la quale a tutt’oggi non ci ha dato alcuna risposta”.
Una possibilità ci sarebbe: il Mondiale olandese di fine estate avrà 18
partecipanti e non 16: "Sì, è stato deciso di realizzare un ripescaggio
coinvolgendo 2 squadre europee, 2 americane e una africana e credo sia facile
intuire il perché".
L'Italia però ha deciso di declinare l'invito. Perché? "Ci è stato chiesto
di partecipare ad un torneo in programma in Florida dal 9 al 12 marzo, il che
avrebbe comportato radunare la nazionale almeno a metà febbraio per far
svolgere agli atleti una preparazione adeguata dopo il letargo invernale.
Sarebbe stato assurdo rischiare infortuni andando con giocatori non preparati
al meglio. E poi, con quale nazionale saremmo andati? Molti giocatori con
doppio passaporto che rappresentano punti fermi della squadra non saremmo
riusciti ad averli per tempo”.
Sulla decisione ha pesato anche l’aspetto economico? “Radunare la nazionale a
metà febbraio avrebbe comportato un investimento cospicuo, difficilmente
giustificabile nel primo anno di un quadriennio olimpico, e tutto per andare a
giocare 4 giorni in Florida contro Canada, Stati Uniti, Repubblica Ceca e
Nigeria. Teniamo anche conto del fatto che i posti a disposizione sono 2 e che
le probabilità di qualificarsi sarebbero state certamente abbastanza
basse".
In verità è notizia di questi giorni che il torneo si svolge dal 9 al 12 aprile
e che a partecipare saranno solo USA, Canada e Repubblica Ceca: "Non
voglio commentare una vicenda che mi appare piuttosto strana in tutto il suo
svolgimento. Dico solo che se avessimo preso la decisione di volare in America
dal 9 al 12 aprile, avremmo rischiato di far slittare di un'altra settimana
l'inizio del nostro campionato. Non dimentichiamo poi che partecipare al
Mondiale avrebbe obbligato a ben 3 settimane di sosta tra fine agosto e
settembre con il risultato che il campionato italiano si sarebbe concluso a
fine ottobre. Non credo che il movimento voglia questo. Infatti i club hanno
chiaramente espresso il loro parere contrario".
L'attività della nazionale risentirà della mancata partecipazione al Mondiale?
"Assolutamente no. Stiamo lavorando ai programmi, che prevedono dopo
l'Europeo una serie di ‘test match’ contro gli Stati Uniti in America. A fine
agosto ci sarà poi la possibilità per i tifosi italiani di vedere, sul nostro
territorio, la nazionale di baseball confrontarsi con squadre di livello
Mondiale. A proposito delle partite con gli Stati Uniti, vorrei dire anche che
l’Italia è la prima nazionale che viene invitata da USA Baseball, se si esclude
il Giappone. Ancora una volta si rivela fondamentale la nostra partnership con
la Major League Baseball. La nostra immagine e la nostra popolarità sono in
crescita anche al di fuori dell’Italia e questo ci aiuta a costruire un
prodotto “vendibile” in attesa del mondiale pro del 2006, che può diventare per
il baseball quello che il torneo delle 'Sei Nazioni' è per il rugby”.
Riccardo Schiroli - Ufficio Stampa FIBS
14/03/05