Generalmente da queste pagine abbiamo
sempre, e continueremo a farlo anche ora, scritto solo gli avvenimenti sportivi
ed i risultati, ma quando poi si supera la soglia, o come si usa dire a Roma
:”la si fa fuori dal vaso” un cenno, tanto per lasciare una traccia,
sicuramente negativa, lo si deve pure dire.
Certamente siamo garantisti, ma se
quanto è successo al signor Dario Frigo, presunto ciclista italiano, ed alla
sua consorte in terra gallica, risulterà reale, ed il signor Dario Frigo sarà
condannato dalla giustizia ordinaria, non solo infanga il ciclismo, ma l’intero
mondo dello sport italiano.
Ciò è intollerabile, soprattutto in
considerazione del fatto che migliaia di atleti italiani in Italia e nel mondo
tengono alto il nostro tricolore ed il nostro orgoglio nazionale, tanto
sprezzato e svilito nel mondo o magari solo da noi, unici esseri al mondo
capaci di sputare nel piatto dove continuiamo
a mangiare.
Chiediamo, qualora si dovessero
accertare le colpe del sig Dario Frigo, preso per la seconda volta col “sorcio
in bocca”, di cancellare il nome di
questo signore dal mondo dello sport italiano, azzerando di fatto le sue
vittorie ed i suoi piazzamenti.
Pubblichiamo di seguito la notizia ed
i commenti su questo tragico avvenimento, per il mondo sportivo italiano, così
come lo hanno recensito i maggiori quotidiani italiani.
Da ilgiornale.it
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Dal corriere
della sera:
Doping al Tour, arrestato Dario Frigo
In libertà vigilata anche la moglie, trovata con dieci
dosi di Epo nascoste in auto. Gli organizzatori: «Si tratta di un fatto
isolato» COURCHEVEL (FRANCIA) –
Il ciclone doping investe
il Tour de France. Dario Frigo, corridore della Fassa Bortolo, è stato fermato
dalla polizia francese, interrogato prima della partenza dell'undicesima tappa
della Grande Boucle e poi arrestato e messo in libertà vigilata insieme alla
moglie. Ieri la moglie Susanna era stata posta in stato di fermo dopo che nella
sua auto erano state ritrovate alcune sostanze dopanti. A quanto pare, nella
vettura della signora Frigo erano state rinvenute dieci dosi di Epo.
L'organizzazione del Tour, in un comunicato, sottolinea che «si tratta di un
fatto isolato, che nulla ha a che vedere né con la corsa né con la squadra di
Frigo, la Fassa Bortolo».
PRELEVATO ALL'ALBA
- Un portavoce della stessa Fassa Bortolo successivamente ha confermato che
Frigo è stato tratto in arresto nell'albergo ove era alloggiato insieme ai
compagni: «I gendarmi sono arrivati alle 7 e mezza di mattina, lo hanno
arrestato e lo hanno trattenuto per interrogarlo», ha spiegato il portavoce,
per poi puntualizzare: «È una questione che riguarda il solo Dario Frigo, e non
la nostra squadra». Frigo occupava il 52esimo posto in classifica generale a 20
minuti e 32 secondi dal leader della gara Lance Armstrong.
IL PRECEDENTE -
Il corridore nel 2001 era stato costretto a lasciare il Giro d'Italia dopo che
le forze dell'ordine gli avevano trovato in camera medicinali vietati dalle
regole anti-doping. Il caso odierno comunque ricorda ancor più quello di tre
anni fa allorché, sempre al Tour, la moglie del lituano Raimondas Rumsas fu
arrestata dai doganieri francesi che avevano scoperto sostanze illecite sulla
sua vettura, lo stesso giorno in cui il Giro di Francia terminò con Rumsas
piazzatosi terzo nella classifica generale. «Non è la stessa situazione di
allora», hanno tuttavia precisato fonti vicine all'inchiesta. «Non abbiamo
trovato così tanti farmaci». Il ciclista lituano e la consorte andranno sotto
processo in Francia il prossimo novembre.
Da LA
REPUBBLICA:
Il ciclista escluso dall'undicesima
tappa: già nel 2001 fuori dal Giro. L'organizzazione: "La sua squadra non
c'entra"
Doping, Frigo arrestato al Tour Il
team manager:"E' una canaglia"
Nell'auto della moglie sono state
trovate alcune dosi di Epo Il procuratore di Chambery: libertà vigilata per la
coppia
COURCHEVEL (Francia) - Nel 2001 beccato al Giro, ora
è finito in manette anche al Tour. Il ciclista italiano Dario Frigo (Fassa
Bortolo) e sua moglie sono stati arrestati questa mattina dalla polizia
francese prima della partenza dell'undicesima tappa del Tour de France. Ieri,
infatti, nell'auto della donna sono state trovate sostanze dopanti. "Frigo
è una canaglia - ha commentato Giancarlo Ferretti, team manager della Fassa -
Si farà un mese di carcere ed è anche poco". Ma in serata, terminato
l'interrogatorio, il procuratore di Chambery non ha richiesto la detenzione per
i due, che rimarranno in libertà vigilata.
Nella macchina del ciclista sono state scoperte una decina di dosi di Epo:
l'eritropoietina, sostanza proibita che aumenta la concentrazione di globuli
rossi nel sangue e ne favorisce dunque l'ossigenazione. Allo stesso tempo,
però, lo rende molto più denso e vischioso, con gravi rischi per la vita di chi
lo assume.
L'organizzazione del Tour, in un comunicato, sottolinea che "si tratta di
un fatto isolato", che nulla ha a che vedere né con la corsa né con la
squadra di Frigo. "Se le accuse sono fondate, Frigo diventa un
trasgressore abituale - ha detto il direttore della corsa Jean Marie Leblanc -
Appartiene a quella generazione di professionisti che debbono scomparire il più
presto possibile dalla circolazione, così da lasciare spazio ai giovani che
rispettano le regole e l'etica dello sport".
"L'errore più grande - ha ammesso Giancarlo Ferretti - è di aver creduto
ancora in lui dopo l'esclusione dal Giro di quattro anni fa per quelle 'fiale
salate'. Con quel suo viso d'angelo ha convinto tutti che si trattasse di un
ragazzo ingenuo e allora gli diedi una seconda opportunità. La lezione però non
gli è bastata, fermando la moglie è come se avessere fermato lui: altro che
ingenuo, Frigo è una canaglia con la C maiuscola. E ha ragione Leblanc, gente
così va allontanata non solo dal ciclismo ma anche dal bordo della strada. La
posizione della nostra squadra è quella di tutte le altre quando capitano cose
così spiacevoli: si licenzia il corridore, ma si dovrebbe fare di più".
Frigo,
31 anni, è virtualmente escluso dal Tour de France, di cui oggi è in programma sulle
Alpi francesi l'undicesima tappa; il corridore della Fassa Bortolo era 52esimo
nella classifica generale.
Il ciclista è recidivo: già nel 2001 era stato costretto a lasciare il Giro
d'Italia dopo che le forze dell'ordine gli avevano trovato in camera medicinali
vietati dalle regole anti-doping. Il caso odierno comunque ricorda ancor più
quello di tre anni fa: sempre al Tour, la moglie del lituano Raimondas Rumsas
fu arrestata dai doganieri francesi che avevano scoperto sostanze illecite
sulla sua vettura. Ieri poi è stato cacciato dal Tour Evgheni Petrov, russo
della Lampre, che non aveva superato un test a sorpresa sulla presenza di Epo
nell'organismo.
(13 luglio 2005)
Da GAZZETTA
DELLO SPORT:
Tour: la polizia ferma Frigo
Ad Albertville era stata arrestata la moglie, sulla
sua auto trovate sostanze dopanti (10 dosi di epo). Dario interrogato per 4
ore. Il precedente di Rumsas
COURCHEVEL (Francia), 13 luglio 2005 - Brutta sorpresa al
Tour de France. Stamattina alle 7.30 i gendarmi della polizia francese si sono
presentati all'hotel Mercure, di Courchevel, dove alloggiava la Fassa Bortolo e
hanno fermato Dario Frigo. Il fermo del ciclista italiano è arrivato in seguito
all'arresto, lunedì sera, di sua moglie Susanna, avvenuto ad Albertville. Qui è
stato portato anche lo stesso Frigo, che è stato interrogato per diverse ore.
Sulla vettura della donna, bloccata al casello autostradale della località
delle Alpi francesi sulla strada per Courchevel, sono state ritrovate sostanze
dopanti, a quanto dicono gli inquirenti 10 dosi di Epo.
Un
portavoce della Fassa ha confermato il fermo. "La polizia è arrivata alle
7.30, ha arrestato Dario e lo tiene in stato di fermo. Comunque è un caso che
riguarda solo lui e non la squadra". La vicenda che riguarda l'italiano
ricorda quanto successo alla fine del Tour 2002 quando la moglie del lituano
Raimondas Rumsas fu arrestata alla fontiera con l'Italia (a Chamonix) con la
vettura contenente sostanze vietate proprio quando il marito chiudeva la Grand
Boucle al terzo posto. Rumsas e la moglie Edita saranno processati in Francia a
novembre. "Ma il caso di Frigo è simile a quello di Rumsas solo nelle
modalità - ha peraltro specificato una fonte investigativa -: stavolta non
abbiamo trovato sulla macchina così tante sostanze dopanti".
Ovviamente
Frigo, che in classifica generale occupava il 52° posto a 20'32" dal
leader Lance Armstrong, non ha preso il via dell'undicesima tappa che ha i
corridori da Courchevel a Briançon, vinta da Alexandre Vinokourov. Durissimo
Jean-Marie Leblanc, direttore del Tour. "Oggi abbiamo avuto la conferma
ufficiale che la signora Frigo è stata fermata e interrogata ieri perchè
trasportava prodotti dopanti sulla sua vettura. Questa mattina poi gli
inquirenti hanno fermato Dario Frigo. La polizia sta facendo il suo lavoro, il
suo intervento è un elemento importante nello lotta al doping. Se le accuse
saranno confermate il corridore è recidivo (Leblanc si riferisce all'esclusione
di Frigo dal Giro d'Italia 2001, sempre per un caso di doping, n.d.r.). Fa
parte di quella generazione di corridori che deve sparire al più presto dalla
circolazione a vantaggio dei giovani rispettosi delle regole e
dell'etica".
Intervistato
telefonicamente dalla Rai, nel corso della diretta dell'undicesima tappa, il
team manager della Fassa Bortolo, Giancarlo Ferretti, ha usato parole durissime
nei confronti di Frigo, dicendo tra l'altro: "Frigo? Una canaglia. L'avevo
ripreso pensando che fosse cambiato dopo i fatti del 2001 ma mi ero sbagliato.
Non dovrebbe essere solo allontanato dal ciclismo: neppure a bordo strada
dovrebbe stare. Si farà un mese di galera? E' sempre troppo poco. Come il
licenziamento".
La
coppia è stata deferita alla procura di Albertville. Il procuratore, secondo
quanto riporta l'Afp, non ha richiesto la detenzione: saranno posti in libertà
vigilata.
14/07/05