VERGOGNA

 

Generalmente da queste pagine abbiamo sempre, e continueremo a farlo anche ora, scritto solo gli avvenimenti sportivi ed i risultati, ma quando poi si supera la soglia, o come si usa dire a Roma :”la si fa fuori dal vaso” un cenno, tanto per lasciare una traccia, sicuramente negativa, lo si deve pure dire.

Certamente siamo garantisti, ma se quanto è successo al signor Dario Frigo, presunto ciclista italiano, ed alla sua consorte in terra gallica, risulterà reale, ed il signor Dario Frigo sarà condannato dalla giustizia ordinaria, non solo infanga il ciclismo, ma l’intero mondo dello sport italiano.

Ciò è intollerabile, soprattutto in considerazione del fatto che migliaia di atleti italiani in Italia e nel mondo tengono alto il nostro tricolore ed il nostro orgoglio nazionale, tanto sprezzato e svilito nel mondo o magari solo da noi, unici esseri al mondo capaci di sputare nel piatto dove continuiamo  a mangiare.

Chiediamo, qualora si dovessero accertare le colpe del sig Dario Frigo, preso per la seconda volta col “sorcio in bocca”,  di cancellare il nome di questo signore dal mondo dello sport italiano, azzerando di fatto le sue vittorie ed i suoi piazzamenti.

Pubblichiamo di seguito la notizia ed i commenti su questo tragico avvenimento, per il mondo sportivo italiano, così come lo hanno recensito i maggiori quotidiani italiani.

 

Da ilgiornale.it

 

Una canaglia: non basta un anno di galera»

- di Redazione -

 

da Briançon

«È stata una mazzata tremenda, non doveva farmi una cosa del genere: mi ha tradito». Giancarlo Ferretti è un uomo vinto. Con la voce rotta dalla rabbia e il morale sotto le scarpe, il team manager della Fassa Bortolo parla a stento di questo nuovo «caso Frigo». Nuovo, perché a causa di questo corridore, il tecnico romagnolo era già stato costretto a masticare amaro. «Cosa posso dire? Tanto per incominciare che ho sbagliato, e poi che Frigo è una canaglia e non è sufficiente nemmeno un anno di galera per fargliela pagare.

La mia colpa è quella di aver rischiato, offrendo a Frigo una seconda possibilità dopo l'errore che aveva commesso quattro anni fa quando era stato fermato in maglia rosa al Giro d'Italia. Gli ho offerto una seconda chance, ho convinto tutto il mio gruppo a riaccoglierlo, confesso che il suo viso d'angelo mi aveva convinto. Corridori come lui vanno allontanati non solo dal ciclismo, ma anche dal bordo delle strade. È un farabutto». È un fiume in piena, Giancarlo Ferretti. «Non ci voleva - chiosa

- proprio adesso che siamo qui a lottare per chiudere accordi di sponsorizzazione importanti con aziende multinazionali che potrebbero investire nel ciclismo, ma adesso? Cosa diciamo a queste aziende adesso?».
Adesso la situazione è grigia, per non dire nera. Questa tegola ha il peso di un macigno e potrebbe schiacciare definitivamente le residue speranze della Fassa Bortolo, alla ricerca disperata di un partner milionario, per poter andare avanti. Alessandro Petacchi, il velocista più forte del pianeta,

 

 

 

 

Dal corriere della sera:

 

 

 

 

Doping al Tour, arrestato Dario Frigo

 

In libertà vigilata anche la moglie, trovata con dieci dosi di Epo nascoste in auto. Gli organizzatori: «Si tratta di un fatto isolato» COURCHEVEL (FRANCIA)

Il ciclone doping investe il Tour de France. Dario Frigo, corridore della Fassa Bortolo, è stato fermato dalla polizia francese, interrogato prima della partenza dell'undicesima tappa della Grande Boucle e poi arrestato e messo in libertà vigilata insieme alla moglie. Ieri la moglie Susanna era stata posta in stato di fermo dopo che nella sua auto erano state ritrovate alcune sostanze dopanti. A quanto pare, nella vettura della signora Frigo erano state rinvenute dieci dosi di Epo. L'organizzazione del Tour, in un comunicato, sottolinea che «si tratta di un fatto isolato, che nulla ha a che vedere né con la corsa né con la squadra di Frigo, la Fassa Bortolo».

PRELEVATO ALL'ALBA - Un portavoce della stessa Fassa Bortolo successivamente ha confermato che Frigo è stato tratto in arresto nell'albergo ove era alloggiato insieme ai compagni: «I gendarmi sono arrivati alle 7 e mezza di mattina, lo hanno arrestato e lo hanno trattenuto per interrogarlo», ha spiegato il portavoce, per poi puntualizzare: «È una questione che riguarda il solo Dario Frigo, e non la nostra squadra». Frigo occupava il 52esimo posto in classifica generale a 20 minuti e 32 secondi dal leader della gara Lance Armstrong.

IL PRECEDENTE - Il corridore nel 2001 era stato costretto a lasciare il Giro d'Italia dopo che le forze dell'ordine gli avevano trovato in camera medicinali vietati dalle regole anti-doping. Il caso odierno comunque ricorda ancor più quello di tre anni fa allorché, sempre al Tour, la moglie del lituano Raimondas Rumsas fu arrestata dai doganieri francesi che avevano scoperto sostanze illecite sulla sua vettura, lo stesso giorno in cui il Giro di Francia terminò con Rumsas piazzatosi terzo nella classifica generale. «Non è la stessa situazione di allora», hanno tuttavia precisato fonti vicine all'inchiesta. «Non abbiamo trovato così tanti farmaci». Il ciclista lituano e la consorte andranno sotto processo in Francia il prossimo novembre.

14 luglio 2005

 

 

Da LA REPUBBLICA:

Il ciclista escluso dall'undicesima tappa: già nel 2001 fuori dal Giro. L'organizzazione: "La sua squadra non c'entra"
Doping, Frigo arrestato al Tour Il team manager:"E' una canaglia"
Nell'auto della moglie sono state trovate alcune dosi di Epo Il procuratore di Chambery: libertà vigilata per la coppia

COURCHEVEL (Francia) - Nel 2001 beccato al Giro, ora è finito in manette anche al Tour. Il ciclista italiano Dario Frigo (Fassa Bortolo) e sua moglie sono stati arrestati questa mattina dalla polizia francese prima della partenza dell'undicesima tappa del Tour de France. Ieri, infatti, nell'auto della donna sono state trovate sostanze dopanti. "Frigo è una canaglia - ha commentato Giancarlo Ferretti, team manager della Fassa - Si farà un mese di carcere ed è anche poco". Ma in serata, terminato l'interrogatorio, il procuratore di Chambery non ha richiesto la detenzione per i due, che rimarranno in libertà vigilata.

Nella macchina del ciclista sono state scoperte una decina di dosi di Epo: l'eritropoietina, sostanza proibita che aumenta la concentrazione di globuli rossi nel sangue e ne favorisce dunque l'ossigenazione. Allo stesso tempo, però, lo rende molto più denso e vischioso, con gravi rischi per la vita di chi lo assume.

L'organizzazione del Tour, in un comunicato, sottolinea che "si tratta di un fatto isolato", che nulla ha a che vedere né con la corsa né con la squadra di Frigo. "Se le accuse sono fondate, Frigo diventa un trasgressore abituale - ha detto il direttore della corsa Jean Marie Leblanc - Appartiene a quella generazione di professionisti che debbono scomparire il più presto possibile dalla circolazione, così da lasciare spazio ai giovani che rispettano le regole e l'etica dello sport".

"L'errore più grande - ha ammesso Giancarlo Ferretti - è di aver creduto ancora in lui dopo l'esclusione dal Giro di quattro anni fa per quelle 'fiale salate'. Con quel suo viso d'angelo ha convinto tutti che si trattasse di un ragazzo ingenuo e allora gli diedi una seconda opportunità. La lezione però non gli è bastata, fermando la moglie è come se avessere fermato lui: altro che ingenuo, Frigo è una canaglia con la C maiuscola. E ha ragione Leblanc, gente così va allontanata non solo dal ciclismo ma anche dal bordo della strada. La posizione della nostra squadra è quella di tutte le altre quando capitano cose così spiacevoli: si licenzia il corridore, ma si dovrebbe fare di più".

Frigo, 31 anni, è virtualmente escluso dal Tour de France, di cui oggi è in programma sulle Alpi francesi l'undicesima tappa; il corridore della Fassa Bortolo era 52esimo nella classifica generale.

Il ciclista è recidivo: già nel 2001 era stato costretto a lasciare il Giro d'Italia dopo che le forze dell'ordine gli avevano trovato in camera medicinali vietati dalle regole anti-doping. Il caso odierno comunque ricorda ancor più quello di tre anni fa: sempre al Tour, la moglie del lituano Raimondas Rumsas fu arrestata dai doganieri francesi che avevano scoperto sostanze illecite sulla sua vettura. Ieri poi è stato cacciato dal Tour Evgheni Petrov, russo della Lampre, che non aveva superato un test a sorpresa sulla presenza di Epo nell'organismo.

(13 luglio 2005)

 

 

Da GAZZETTA DELLO SPORT:

Tour: la polizia ferma Frigo

Ad Albertville era stata arrestata la moglie, sulla sua auto trovate sostanze dopanti (10 dosi di epo). Dario interrogato per 4 ore. Il precedente di Rumsas

COURCHEVEL (Francia), 13 luglio 2005 - Brutta sorpresa al Tour de France. Stamattina alle 7.30 i gendarmi della polizia francese si sono presentati all'hotel Mercure, di Courchevel, dove alloggiava la Fassa Bortolo e hanno fermato Dario Frigo. Il fermo del ciclista italiano è arrivato in seguito all'arresto, lunedì sera, di sua moglie Susanna, avvenuto ad Albertville. Qui è stato portato anche lo stesso Frigo, che è stato interrogato per diverse ore. Sulla vettura della donna, bloccata al casello autostradale della località delle Alpi francesi sulla strada per Courchevel, sono state ritrovate sostanze dopanti, a quanto dicono gli inquirenti 10 dosi di Epo.

Un portavoce della Fassa ha confermato il fermo. "La polizia è arrivata alle 7.30, ha arrestato Dario e lo tiene in stato di fermo. Comunque è un caso che riguarda solo lui e non la squadra". La vicenda che riguarda l'italiano ricorda quanto successo alla fine del Tour 2002 quando la moglie del lituano Raimondas Rumsas fu arrestata alla fontiera con l'Italia (a Chamonix) con la vettura contenente sostanze vietate proprio quando il marito chiudeva la Grand Boucle al terzo posto. Rumsas e la moglie Edita saranno processati in Francia a novembre. "Ma il caso di Frigo è simile a quello di Rumsas solo nelle modalità - ha peraltro specificato una fonte investigativa -: stavolta non abbiamo trovato sulla macchina così tante sostanze dopanti".

Ovviamente Frigo, che in classifica generale occupava il 52° posto a 20'32" dal leader Lance Armstrong, non ha preso il via dell'undicesima tappa che ha i corridori da Courchevel a Briançon, vinta da Alexandre Vinokourov. Durissimo Jean-Marie Leblanc, direttore del Tour. "Oggi abbiamo avuto la conferma ufficiale che la signora Frigo è stata fermata e interrogata ieri perchè trasportava prodotti dopanti sulla sua vettura. Questa mattina poi gli inquirenti hanno fermato Dario Frigo. La polizia sta facendo il suo lavoro, il suo intervento è un elemento importante nello lotta al doping. Se le accuse saranno confermate il corridore è recidivo (Leblanc si riferisce all'esclusione di Frigo dal Giro d'Italia 2001, sempre per un caso di doping, n.d.r.). Fa parte di quella generazione di corridori che deve sparire al più presto dalla circolazione a vantaggio dei giovani rispettosi delle regole e dell'etica".

Intervistato telefonicamente dalla Rai, nel corso della diretta dell'undicesima tappa, il team manager della Fassa Bortolo, Giancarlo Ferretti, ha usato parole durissime nei confronti di Frigo, dicendo tra l'altro: "Frigo? Una canaglia. L'avevo ripreso pensando che fosse cambiato dopo i fatti del 2001 ma mi ero sbagliato. Non dovrebbe essere solo allontanato dal ciclismo: neppure a bordo strada dovrebbe stare. Si farà un mese di galera? E' sempre troppo poco. Come il licenziamento".

La coppia è stata deferita alla procura di Albertville. Il procuratore, secondo quanto riporta l'Afp, non ha richiesto la detenzione: saranno posti in libertà vigilata.

 

 

14/07/05