Mondo Cai – News letter
N° 25
- 29 luglio 2005
ABRUZZO: TRENOTREKKING COSTIERO
SENTIERO CAI
DELLA COSTA DEI TRABOCCHI – CAI DELEGAZIONE ABRUZZO
SICILIA: 30 SETTEMBRE – 8 OTTOBRE 2005
PRESENTATO A
MILANO IL VOLUME “SENTIERI DI LOMBARDIA – DA RIFUGIO A RIFUGIO”
CUNEO - È STATA PUBBLICATA LA SECONDA “GUIDA DEI
SENTIERI – VALLI STURA, GESSO, VERMENAGNA”
BRESCIA : SUI MONTI VENTOSI, ITINERARI ESCURSIONISTICI
SUI SENTIERI DELLA RESISTENZA BRESCIANA
PONTE DI LEGNO / VALLECAMONICA 5-6 AGOSTO:“IL SENTIERO
DEI FIORI...CON I PIEDI E CON LA TESTA”
I RIFUGI SUL SENTIERO DELLE OROBIE
UN ITINERARIO ATTRAVERSO MONTI E SAPORI BERGAMASCHI
CITTA’ DI CASTELLO(PG): DALLA PARTE DELLA MONTAGNA – 2°
CONCORSO DI POESIA PER VALLI E SENTIERI
APUANE: SOS APUANE
DENUNCIA UN ALTRO SCEMPIO IN ALTA
VERSILIA
ZOLDO ALTO(BL):
VIII PREMIO PELMO D’ORO 2005 – 6 AGOSTO 2005
AOSTA: VIII EDIZIONE CERVINO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
TRENTOFILMFESTIVAL A BOLZANO - 26
AGOSTO - 30 SETTEMBRE 2005
SESTO FIORENTINO(FI):
I SENTIERI DI ALICE – ESCURSIONI CON I BAMBINI DI UN NIDO
PROVINCIA DI
PESARO E URBINO: L'UNIVERSITÀ NEL BOSCO – AGOSTO/SETTEMBRE 2005
40°PREMIO
SAINT-VINCENT DI GIORNALISMO
CONSEGNA DELLE DOTAZIONI
LA SPEDIZIONE "RAKAPOSHI 2005"
TEAM ALPINEXTREM DI SALEWA
- DIVERTIMENTO E
SUCCESSO - IL BINOMIO TRA ROCCIA E ACCIAIO
PAKISTAN - GIOVANI ALPINISTI ITALIANI ESPLORANO IL KARAKORUM
SETTEMBRE 2005: LA TRANSUMANZA NEL COMPRENSORIO TURISTICO
DEL PASSO RESIA
CORSO PER DOCENTI “CONOSCERE IL PAESAGGIO”
ABRUZZO: TRENOTREKKING COSTIERO
SENTIERO
CAI DELLA COSTA DEI TRABOCCHI – CAI DELEGAZIONE ABRUZZO
CHIETI,
GIUGNO 2005
La dismissione della tratta “Ortona – Vasto – San Salvo”, rappresenta un’occasione irrinunciabile, per l’attuazione di un processo di recupero e valorizzazione del vecchio tracciato ferroviario. Tra le diverse ipotesi di recupero, del tracciato dismesso della ferrovia, la proposta del Club alpino italiano – delegazione Abruzzo, è il riutilizzo come sentiero Cai della costa dei trabocchi della Provincia di Chieti, che si estende per una lunghezza di circa 70 km. Il percorso prende avvio dal Comune di Ortona in località Acquabella e si svolge seguendo il tracciato ferroviario dimesso e passando nei territori di Ortona, San Vito Chetino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e termina alla stazione già dismessa di Vasto. L’escursione, in considerazione della notevole lunghezza del percorso, di circa 45 km, può essere interrotta in qualsiasi posto, oppure può essere realizzata in diversi giorni, alloggiando nei camping già presenti sulla costa o nelle numerose strutture di accoglienza. Alla conclusione del trekking, che può avvenire in qualsiasi punto del sentiero, stante anche la vicinanza del strada Statale adriatica, il ritorno al punto di partenza potrà avvenire tramite l’utilizzo di autobus regionali di linea. Per quanto attiene il dislivello, può essere considerato irrilevante e le difficoltà escursionistiche, come catalogate nella scala del Club alpino italiano, sono catalogate T=turistico, itinerario su comodi sentieri che richiede preparazione fisica alla camminata. Nel percorrere il sentiero si entrerà in contatto con molta parte della costa, nascosta e spesso risultata inaccessibile in questi anni. Ci si immergerà in luoghi di grande interesse naturalistico, paesaggistico, storico, botanico, che trova nelle dune di Casalbordino e nella Riserva Naturale regionale di Punta Aderci, le massime espressioni. Deviando dal sentiero “ferroviario”, e sottopassando la Strada nazionale adriatica, con facili diramazioni pedonali si potranno visitare altri luoghi di straordinaria bellezza naturalistica come la Riserva naturale regionale della Lecceta di Torino Sangro e storica come l’Abbazia di San Giovanni in Venere. Il senso compiuto del sentiero però si intercetta, nell’incontrare i manufatti che danno il nome alla costa, che si ergono come anfibi antidiluviani, i trabocchi. Macchine da pesca, che ci raccontano della vita e della società che non abbiamo conosciuto, pagine aperte sotto il cielo e tra le onde del mare di narrazioni antropologiche. Su di esse si vuole indirizzare l’attenzione dell’escursionista, che le incontrerà lungo il cammino da Ortona a Vasto e con azioni attente potranno divenire parti attive di un tessuto destinato a erogare servizi destinati all’accoglienza turistica. Così come la capanna con pietra a secco in montagna per gli agricoltori della Maiella, il trabocco diventa oggetto evocativo di un’intera regione. Il Club alpino italiano, nelle diramazioni regionali, può farsi attore e promotore, recuperando il ruolo socio-culturale che da sempre gli è appartenuto e costruendo proposte, tramite azioni concrete, con visioni tese al recupero di vie di forte valenza naturalistica e/o culturale, che vedano l’escursionista fruitore dei terreni e contemporaneamente diventare risorsa economica delle popolazioni locali. Il socio Cai e l’escursionista in genere sono attori forti dello sviluppo sostenibile di un territorio, che nel recupero della sede ferroviaria anche a sentiero trekking e nella sua immissione nella rete escursionistica del mondo Cai, capace di esprimere 305.000 soci, rappresentano occasioni per attuare economie sostenibili.
SICILIA: 30 SETTEMBRE –
8 OTTOBRE 2005
8A
SETTIMANA NAZIONALE DELL'ESCURSIONISMO DEL CAI - 8°CONGRESSO
NAZIONALE AE-ACCOMPAGNATORI DI
ESCURSIONISMO CAI - 7°MEETING NAZIONALE DELLA SENTIERISTICA
Un intenso programma di conferenze, visite culturali,
momenti formativi e, soprattutto, escursioni attende i numerosi soci del Cai (e
non) che migreranno al Sud per gustare i tepori dell’autunno siciliano. Ricordiamo che durante la 8a
Settimana nazionale dell’ Escursionismo si svolgerà l’8° Congresso nazionale
degli Accompagnatori di Escursionismo, occasione di incontro degli A.E. e di riflessione sul ruolo di
questa importante figura all’interno del sodalizio. Appuntamento più tecnico è
invece il 7° Meeting sulla Sentieristica dove si farà il punto sullo stato dei
sentieri in Italia ed in particolare nel meridione dove diversi progetti stanno
ponendo le basi per una segnaletica dei sentieri finalmente uniforme ed
efficace. Tali attività avranno come teatro i diversi ambienti naturali della
Sicilia e le sue numerose aree protette. Il Parco Fluviale
dell’Alcantara con le sue gole incise nei colonnati basaltici di una antica
colata lavica. Il Parco naturale regionale delle Madonie che ospita numerosi
edifici religiosi, monasteri, eremi nonché mulini, vecchie masserie e resti di
antichi casali romani. Il Parco naturale regionale dei Nebrodi caratterizzato
da ricchi boschi (soprattutto faggete), ampi pascoli ad alta quota, laghi e
torrenti. Il Parco naturale regionale dell’Etna, il più grande vulcano attivo
d’Europa, occupa lo spazio che un tempo era quello del grande golfo compreso
fra i Peloritani e gli Iblei. L’Etna si può definire una montagna dall’altezza
variabile, essa infatti a livello dei crateri sommitali si aggira intorno ai
3.300 m valore estremamente variabile a causa della continua attività eruttiva.
Una regione quindi, la
Sicilia, che rappresenta un autentico mosaico naturale così come lo è anche per
gli aspetti culturali grazie alle numerose civiltà che hanno lasciato impronte
indelebili del loro passaggio. E non poteva essere altrimenti per quest’isola
al centro del Mediterraneo. Al termine delle
giornate, al fine di migliore la conoscenza delle montagne siciliane e del suo
grande patrimonio culturale, si organizzeranno degustazioni di prodotti tipici,
mostre sull’artigianato, incontri con attori e uomini di cultura siciliani,
proiezioni di audiovisivi.
Mercoledì 27 luglio presso la Sede centrale del Club Alpino
Italiano a Milano è stato presentato il volume “Sentieri di Lombardia – Da
rifugio a rifugio”. La guida illustra in dodici capitoli dalla Valle dello Spluga
al Garda Occidentale, la quasi totalità delle connessioni escursionistiche tra
i rifugi alpini lombardi, che sono i capisaldi di una rete di sentieri
mantenuta e segnalata grazie all’impegno dei Soci volontari del Cai, della
Regione Lombardia e degli enti locali di territorio. Sentieri e rifugi
costituiscono un’infrastruttura turistica per il “turismo verde” di
prim’ordine, e per la Lombardia interna rappresentano un fiore all’occhiello
imprescindibile dell’offerta culturale e naturalistico-sportiva. Riccamente
illustrata con foto e cartine, la guida di 226 pagine edita da Regione
Lombardia-Assessorato Industria, Piccola e Media Impresa, Cooperazione e
Turismo, Club Alpino Italiano e Studio Sole di Vetro di Monza, riporta i
riferimenti delle strutture attrezzate per l’ospitalità in quota, per offrire
agli escursionisti la possibilità di conoscere il territorio della montagna
lombarda.
<< La Lombardia è una terra da visitare –
scrive nella prefazione l’Assessore regionale al Turismo, Massimo Zanello –
anche e soprattutto per la bellezza delle sue montagne. Appassionati dello
sci ma anche delle passeggiate e del
trekking, possono contare su una distribuzione di rifugi notevole e
capillare. Se agli alpinisti è dato di
raggiungere le vette, a molti altri è data la possibilità di raggiungere una
struttura in quota e pernottare scoprendo la magia dei monti lombardi>>. Hanno partecipato alla presentazione del
volume: Valeriano Bistoletti, Vicepresidente generale del Cai; Vincenzo Torti –
membro del Comitato direttivo centrale del Cai ed ex presidente del Convegno
delle Sezioni lombarde del Cai (ispiratore e curatore dell’opera); Paola Peila,
Direttore generale del Cai; Alessandra Ravelli, Conservatore della Biblioteca
nazionale del Cai; e Stefano Giussani, Direttore responsabile della rivista
L’Orso. I testi dell’opera, realizzati con la supervisione del Consigliere Cai,
Enrico Sala, sono stati realizzati da Pietro Baroni ed Alessio Scordamaglia,
con il coordinamento redazionale di Luca Beretta per Sole di Vetro. La
pregevole cartografia che correda il volume è a cura di Ettore Gipamino.
CUNEO - È STATA PUBBLICATA LA
SECONDA “GUIDA DEI SENTIERI – VALLI STURA, GESSO, VERMENAGNA”
Il secondo volume della “Guida dei sentieri alpini della provincia di Cuneo” dedicata alle valli Stura, Gesso e
Vermegnana, si inserisce nell’opera di promozione e rivalutazione turistica
delle montagne della Provincia Granda.
L’uscita di questa guida è stata possibile anche grazie al continuo
aggiornamento del Catasto dei Sentieri, curato dai tecnici della provincia. Uno
strumento che consente di identificare con un codice e una descrizione
aggiornata tutti i percorsi. Il risultato è una minuziosa cartografia che ora
viene messa a disposizione degli escursionisti. Il Catasto dei Sentieri
elaborato dalla Provincia di Cuneo è, inoltre, un utile strumento di lavoro
anche per gli enti pubblici che si occupano di montagna, dai Comuni ai Parchi,
dalle Comunità montane alla Regione. La sua realizzazione è stata possibile
grazie ai finanziamenti della legge 93/2001. Fondi che sono stati utilizzati
anche per la sistemazione di numerosi percorsi della Gta. Interventi di
ripristino che hanno visto il coinvolgimento di associazioni di volontariato,
in primo luogo del Club alpino italiano. L’ Associazione “Le Alpi del Sole”,
che comprende le quattordici sezioni del Club alpino italiano e la sezione di
Cavour, ha lavorato fianco a fianco con i tecnici della Provincia di Cuneo per
la realizzazione e la pubblicazione di questo volume, che descrive i sentieri
percorsi dai padri storici e pionieri dell’attività alpinistica: Coolidge,
Freshfield, Purtsheller, De Cessole e da altri ancora, che univano la passione
per la montagna e per le cime al desiderio di studio e di divulgazione
dell’ambiente alpino. Una frequentazione della montagna quindi che è anche
conoscenza. Un concetto questo, tanto caro al Presidente Generale del Cai,
Annibale Salsa, legato in modo profondo alle montagne cuneesi che, attraverso
l’ausilio di opere come questa nuova Guida dei sentieri, si aprono sempre di
più a un turismo consapevole e attento ai valori della montagna.
BRESCIA
: SUI MONTI VENTOSI, ITINERARI ESCURSIONISTICI SUI SENTIERI DELLA RESISTENZA
BRESCIANA
Itinerari fra montagne, boschi, valli, radure, fiumi e torrenti battuti dai nostri partigiani fra il 1943 e il 1945. Sentieri costellati di malghe e cascine, testimoni di combattimenti tra i “ribelli per amore” e i nazifascisti. Insieme formano il “Museo naturale storico della Resistenza bresciana” e rinnovano il filo della memoria per intere generazioni. Un’opera che ha visto la laboriosità del Gruppo Operativo Volontario Sentieri della Resistenza Bresciana, della sezione del Cai di Brescia, dell’Associazione provinciale Fiamme Verdi e del Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Si svelano cime, passi, crinali, riposte località attraverso le quali gli escursionisti potranno camminare con la mente rivolta alle bellezze naturali delle nostre montagne, senza trascurare i segni e le testimonianze del passato, riscoprendo l’intimità e la vicinanza con la montagna nella quale si riflette il desiderio di sentirsi liberi. La pubblicazione della terza edizione del libro fa compendio di un inestimabile patrimonio qual è quello sentieristico bresciano dedicato alla resistenza. La provincia di Brescia ha voluto essere parte attiva di un’iniziativa che vanta un iter ventennale di assiduo lavoro per costruire un progetto unico in Italia. Con questo libro-guida si apre il cammino del Museo a cielo aperto che potrà raccontare, attraverso il maestoso scenario delle valli e dei monti, i terribili mesi di lotta partigiana.
PONTE
DI LEGNO / VALLECAMONICA 5-6 AGOSTO:“IL SENTIERO DEI FIORI...CON I PIEDI E CON
LA TESTA”
Si tratta di un nuovo, eccezionale tassello nel panorama dell’escursionismo bellico. Il “Sentiero dei fiori” rappresentava infatti il collegamento fra le postazioni italiane, utilizzato dalle nostre truppe alpine nei primi tre anni della prima guerra mondiale. Tale percorso, dopo mesi di lavoro, è stato recentemente messo in sicurezza dalle guide alpine della Vallecamonica e aperto al pubblico alpinistico. Un sentiero unico nel suo genere, che riesce a fare ripercorrere idealmente la storia, a tratti tragica, di quel conflitto e lungo il quale oggi si incontrano ancora i resti delle fortificazioni e dei baraccamenti che permisero la permanenza oltre i 3000 metri di quota di una guarnigione italiana di mille unità. La camminata inaugurale del 6 agosto segna l’inaugurazione ufficiale dei lavori di messa in sicurezza e creazione dell’itinerario esplicativo, conclusi qualche settimana fa. Il nome “sentiero dei fiori” deriva dal fatto che lungo il camminamento si possono trovare specie floreali di moltissimi tipi, tanto da definire questo tratto “un vero e proprio libro aperto di biologia alpina”. Questa inaugurazione è stata inserita nel progetto “In Montagna con i piedi e con la Testa” che da tre anni vede impegnata la Provincia di Brescia (Assessorato alla Protezione Civile) nella diffusione di una cultura responsabile dell’affrontare la montagna. A questo fine, è stato creato un tavolo di lavoro permanente al quale siedono tutti i soggetti che si occupano, a vario titolo, di montagna. Il progetto – premiato per l’eccellenza e i risultati dal Presidente della Repubblica nel dicembre del 2003 – gode da questa fase estiva della compartecipazione, in qualità di testimonial, della pluricampionessa olimpionica, oggi vice presidente vicario del Coni, Manuela Di Centa, che sarà presente al work shop. Si tratta, in sintesi, di presentare una delle più suggestive vie escursionistiche lungo i camminamenti della guerra bianca e al contempo rinnovare una cultura della responsabilità legata alle escursioni in montagna.
I RIFUGI SUL SENTIERO DELLE OROBIE
UN ITINERARIO ATTRAVERSO MONTI E SAPORI BERGAMASCHI
La Sezione di Bergamo del Club alpino italiano e i
gestori dei rifugi delle Orobie uniti in Agripromo Srl per diffondere e far conoscere i prodotti tipici
dell’enogastronomia bergamasca. Grazie a questa
unità d’intenti nei rifugi alpini tutti gli escursionisti quest’estate
potranno degustare formaggi, salumi, pasta ripiena, vino ed altre
prelibatezze legate alle più antiche tradizioni della nostra terra, cultura materiale parte integrante delle radici.
I prodotti verranno, infatti,
gradualmente proposti nei diversi menù secondo la fantasia dei rifugisti.
Una festa di sapori legati al
territorio e alla nostra cultura alimentare che durerà per tutta l’estate 2005
e avrà l’epilogo domenica 25 settembre, giornata in cui, dalle 12 alle 15, in
contemporanea nei rifugi aderenti all’iniziativa, si svolgerà una degustazione gratuita per tutti gli appassionati della montagna e del
mangiar bene e genuino.
TRIESTE: USCITI GLI ATTI DELL’ 8° CONVEGNO
NAZIONALE CAI “TRIESTE CITTA’ DI MARE CHE GUARDA LA MONTAGNA” – “VAL ROSANDA:
FASCINO, ALPINISMO, AMBIENTE” PRESIEDUTO DAL PROF. ANNIBALE SALSA, PRESIDENTE
GENERALE DEL CLUB ALPINO ITALIANO
“Val Rosandra I Love You”, l’iniziativa organizzata dalle sezioni triestine del Club Alpino Italiano “XXX Ottobre” e “Alpina delle Giulie”, con il contributo della Fondazione CRTrieste, della Provincia di Trieste e del Comune di San Dorligo della Valle – Dolina, in collaborazione con l’AIAT Agenzia di Informazione e Accoglienza Turistica di Trieste, è stata presentata dal Presidente della Provincia di Trieste, Fabio Scoccimarro, dal Vice Presidente della Fondazione CRTrieste, Giorgio Tomasetti, dal Sindaco di San Dorligo della Valle Dolina Fulvia Premolin, dal Direttore dell’AIAT Franco Bandelli, e dal Presidente della Sezione del Cai “XXX Ottobre”, Claudio Mitri. Al convegno, presieduto dal Presidente Generale del Cai, Annibale Salsa, ha preso parte anche il prefetto di Trieste(oggi di Torino), dr. Goffredo Sottile. L’Associazione Cai “XXX Ottobre”, con il coordinamento dell’Accademico e socio onorario Spiro Dalla Porta Xydias ha organizzato un convegno nazionale nell’ambito di un ciclo intitolato “Trieste, città di mare che guarda alla montagna”. In questa occasione è stato realizzato un progetto volto alla valorizzazione della Val Rosandra. Il convegno nazionale sulla val Rosandra, allestito dalle due sezioni triestine del Cai ha avuto lo scopo di indicare alle autorità preposte i termini di legge vigenti, atti a salvaguardare il patrimonio naturale di questa piccola valle e per illustrare importanza e bellezza di questo sito, sia dal punto di vista scientifico, che da quello storico-alpinistico, e infine da quello paesaggistico-artistico. <<Le montagne sono cose mute – ha spiegato nelle sue conclusioni il Presidente Generale del Cai, Annibale Salsa – che i moderni non sanno più interrogare. Entrare nella natura attraverso un rapporto empatico significa dare voce alle cose mute. Ecco la vera sfida, la vera provocazione etica e filosofica verso la quale indirizzare tutto il Sodalizio, la quale deve dunque pesare nelle decisioni, nella costruzione di un’opinione pubblica consapevole e sensibile >>.
CITTA’ DI CASTELLO(PG): DALLA PARTE DELLA MONTAGNA – 2° CONCORSO DI
POESIA PER VALLI E SENTIERI
Secondo appuntamento per il concorso di poesia “Per Valli e Sentieri”, dedicato agli studenti delle scuole medie e superiori del comprensorio Alto Tevere, e organizzato dalla sezione del Cai di Città di Castello in collaborazione con il locale dirigente scolastico. Numerosa è stata la partecipazione dei ragazzi delle scuole che hanno presentato le loro poesie. La poesia è un veicolo attraverso il quale i giovani possono far sentire la propria voce e va preservato il valore etico e il ruolo essenziale che essa rappresenta. Camminare per conoscere, anche alla scoperta di se stessi con uno sguardo diverso al nostro rapporto con la natura e la montagna. Andare per valli e sentieri, immergersi nella bellezza della natura non è solo il rifugio dalla quotidianità: qui è finalmente possibile lo smarrimento in noi stessi immersi in quella bellezza che è comune alla poesia e alla natura.
APUANE: SOS APUANE DENUNCIA UN
ALTRO SCEMPIO IN ALTA VERSILIA
Un altro scempio si sta consumando nella parte meridionale
delle alpi Apuane in alta Versilia. La montagna in questione è il monte
Altissimo, nel suo prolungamento della cresta S.E., dopo la foce di Falcovaia.
Qui si alza un appicco roccioso tormentato dalle cave di marmo su tutti i
versanti. Al suo piede orientale si trovano le grandi cave di marmo delle
Cervaiole il cui impatto ambientale è devastante. Questa parte della montagna è
stata consumata dai caterpillar e dalle catene diamantate di cava. Queste
immagini delle cave di marmo delle Cervaiole evidenziano come la cresta della
montagna sia stata letteralmente cancellata, ad eccezione di un piccolo
cocuzzolo. Gli ambientalisti di Sos Apuane denunciano con un reportage
fotografico “la condizione di diffuso disinteresse nei confronti di quelle
attività umane in Apuane che comportano gravi alterazioni ambientali,
ricordando che la distruzione di risorse ambientali rientra nei reati di cui
all'art.733 e 734 del codice penale, per quanto concerne violazioni ed in
particolare "distruzioni, deturpazioni e alterazioni delle bellezze
naturali".
ZOLDO
ALTO(BL): VIII PREMIO PELMO D’ORO 2005 – 6 AGOSTO 2005
Istituito dalla Provincia nel 1998 con l’obiettivo di
promuovere la valorizzazione delle Dolomiti Bellunesi, il “Pelmo d’Oro” si
avvale della collaborazione del Club alpino italiano ed è sostenuto
finanziariamente dall’azienda VB Bullstones di Belluno, leader nella produzione
di manufatti e arredi in pietra. Il Premio consiste in una artistica
riproduzione del monte Pelmo realizzata dallo scultore agordino Gianni Pezzei. Dopo Cortina d’Ampezzo, Belluno, Zoppé di Cadore, Selva
di Cadore (Val Fiorentina), Alleghe (Caprile), San Vito di Cadore, San Pietro
di Cadore (Val Visdende), quest’anno sarà il Comune di Zoldo Alto ad ospitare
la consegna dei riconoscimenti nella Sala Congressi di Fusine, sabato 6 agosto. Questa ottava edizione del “Pelmo d’Oro” si caratterizza
per l’accentuato aspetto di internazionalità che la commissione giudicatrice ha
ritenuto di perseguire nella attribuzione dei premi, per la statura dei
personaggi premiati (nella continuità peraltro, sotto questo aspetto, di un
percorso di eccellenza intrapreso fin dal primo anno), e per il ventaglio di
coinvolgenti iniziative collaterali che animeranno l’alta valle di Zoldo da
giovedì 4 a sabato 6 agosto e poi nelle settimane successive.
AOSTA: VIII EDIZIONE CERVINO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
Si è chiusa a Cervinia domenica 24 Luglio l'ottava edizione del Cervino International Film Festival, con la proiezione dei film premiati e alcune repliche. Una edizione estremamente positiva, con lo "sdoppiamento" delle proiezioni anche a Valtournenche, dove si è tenuta la maggior parte degli Eventi Speciali, come quelli dedicati alla Liberazione e al 140° anniversario della Conquista del Cervino, con i film prodotti da Rai Valle d'Aosta. Al Cinéma des Guides di Cervinia serata di premiazione con la partecipazione di due filmati muti presentati uno “Alpini a Sauze d'Oulx” in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e l'ANA (Associazione Nazionale Alpini) e l'altro, “Ridolini nella segheria” in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna. Francia e Australia vincono rispettivamente il premio per il miglior lungometraggio che va a “Le Dernier Trappeur” di Nicolas Vanier (Francia 2004) e “Alone across Australia” di Jon Muir e Ian Darling (Australia 2003) che vince il Concorso Gran Premi. Il polacco “Whiteout - Wyprawa Poza Cien” di Wojtek Szumowki (Polonia 2005) vince il premio per il Miglior Documentario. Tra i cortometraggi vince “Das Rad” di Chris Stenner, Heidi Wittlinger e Arvid Uibel (Germania 2002). Una storia di donne alpiniste “Women of K2” di Jeff Rhoads (Usa 2003) - le donne che hanno sfidato il K2 - vince il Premio Speciale della Giuria offerto dal Cai per il miglior film di alpinismo. Mentre un altro film statunitense, “Thirst” di Alan Snitow e Deborah Kaufman (Usa 2004), che affronta il tema delle multinazionali lanciate nel settore della privatizzazione delle acque, vince il Premio Documè e una menzione speciale tra i documentari in concorso. Menzione speciale anche a “Flying over Everest” di Fabio Toncelli (Italia 2004) per "la bellezza di un documentario che racconta le grandi capacità umane e lo stretto legame tra uomo e natura e per la fotografia straordinaria realizzata in condizioni tecniche estreme” e a “Rinconada. L'or du glacier” di Bernard Robert-Charrue (Svizzera 2003) "per aver portato alla luce il dramma di una comunità dimenticata coniugando ricerca visiva, sobrietà dell'approccio ed efficacia narrativa".
TRENTOFILMFESTIVAL A BOLZANO - 26
AGOSTO - 30 SETTEMBRE 2005
Bolzano. La rievocazione della sfida italiana alla parete sud del
Lhotse, le novità librarie internazionali a Montagnalibri, il salone
internazionale dell'editoria specializzata di montagna e la mostra - mercato
delle maggiori librerie antiquarie dell'arco alpino, una mostra fotografica
dedicata al fotografo di montagna Leo Angerer alla galleria Fotoforum: sono gli
appuntamenti di spicco dell'edizione autunnale del 53° Trentofilmfestival “Dolomithyca 2005” in programma a Bolzano
dal 26 agosto al 30 settembre 2005. Montagnalibri, che sarà aperta fino a domenica 4 settembre accanto alle
novità dell'editoria mondiale di montagna dal 2 al 4 settembre, ospiterà anche
la Mostra - mercato degli antiquari specializzati nel libro di montagna di
Austria, Italia, Germania, Francia. Per l’intera durata della rassegna
dell’editoria vi sarà anche un’area riservata alla vendita a cura della
libreria L’Escursionista.
SESTO
FIORENTINO(FI): I SENTIERI DI ALICE – ESCURSIONI CON I BAMBINI DI UN NIDO
Un libro descrive un’originale esperienza portata avanti dai Soci della Sezione Cai di Sesto Fiorentino, nata dal convergere di due tipi di esperienze apparentemente molto diverse. Da una parte, un gruppo di educatrici dell’asilo nido Alice del comune di Sesto Fiorentino, che nell’ambito delle attività della loro programmazione didattica organizzavano “uscite” con i bambini fuori dalla struttura scolastica. Dall’altra, l’esistenza all’interno della locale Sezione del Club alpino italiano del “Progetto Oltre l’Ostacolo”, finalizzato ad accompagnare in escursioni in ambiente naturale persone aventi capacità motorie ridotte (disabili, anziani, bambini,…). L’ingresso al nido di un bambino con un genitore che svolgeva attività Cai ha permesso di attivare una collaborazione che ha porto a organizzare gite a carattere naturalistico per bambini di due/tre anni. È un’esperienza di vita fatta di scoperte e avventure vissute in gruppo, in Toscana, tra campagna e collina, con piccoli escursionisti, da monte Morello alla Maremma: scoperte e avventure vissute in gruppo nella convinzione che non è mai troppo presto per iniziare a conoscere il mondo circostante.
PROVINCIA
DI PESARO E URBINO: L'UNIVERSITÀ NEL BOSCO – AGOSTO/SETTEMBRE 2005
Al XVII anno consecutivo di svolgimento, L’Università nel Bosco rappresenta una realtà consolidata quale centro di formazione e specializzazione in campo naturalistico-ambientale. L’iniziativa si pone l’obiettivo di sviluppare temi di interesse scientifico, professionale o amatoriale, attraverso le più accreditate e aggiornate conoscenze tecnico-scientifiche, trattate da esperti di chiara fama in materia. Il modello didattico adottato prevede esemplificazioni pratiche delle nozioni impartite, la valutazione di casi di studio e uno scambio diretto di informazioni con i docenti che condividono durante la settimana la stessa struttura logistica dei partecipanti. Quattro corsi in programma vengono realizzati presso il rifugio Ca’ I Fabbri. Struttura particolarmente funzionale sia da un punto di vista logistico che didattico in quanto immersa in un ambiente naturale pregevole e suggestivo, nel cuore della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo. Anche quest’anno un corso si svolge nel Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello, presso l’albergo Il Vicariato - Pietrarubbia, in ambiente naturale e riservato per il corso. I partecipanti avranno quindi l’opportunità di apprezzare, oltre il momento formativo, scenari paesaggistici di indubbio pregio, elementi di grande valore naturalistico e il gradevole nonché proficuo stare insieme con colleghi provenienti da ogni parte di Italia.
40°PREMIO
SAINT-VINCENT DI GIORNALISMO
CONSEGNA DELLE DOTAZIONI
Si è conclusa la 40°
edizione del Premio Saint-Vincent di Giornalismo, indetto dalla Regione
Autonoma Valle d’Aosta, sotto l’altro patronato della Presidenza della
Repubblica, con l’avallo dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione
Nazionale della Stampa Italiana e organizzato dal Casino de la Vallée. I
premiati, dopo aver ricevuto i diplomi dalle mani del Presidente della
Repubblica, Carlo Azerglio Ciampi, hanno oggi ritirato le dotazioni del Premio.
La manifestazione è stata particolarmente suggestiva, svoltasi all’interno di
una fortezza militare oggi dismessa, in corso di recupero e destinata a
diventare un polo turistico-culturale di assoluta rilevanza.
La consegna dei premi è stata arricchita da momenti di rievocazione storica che
hanno particolarmente coinvolto Joaquìn Navarro Valls: egli ha avuto modo di
dedicare, in gioventù, una grande attenzione allo studio delle campagne
napoleoniche e si detto felice di trovarsi proprio in un luogo simbolo della
campagna d’Italia. Il portavoce vaticano è stato insignito della prima Grolla
d’Oro alla comunicazione, messa in palio dell’Amministrazione regionale
valdostana per ringraziarlo della collaborazione data all’organizzazione delle
vacanze papali, in Valle d’Aosta, di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Con
l’occasione ha anche voluto testimoniare come, “pur in questi pochi giorni,
Papa Benedetto XVI ha avuto l’occasione di conoscere e imparare ad amare la
Valle d’Aosta”.
LA SPEDIZIONE "RAKAPOSHI 2005"
La spedizione "Rakaposhi 2005", che ha come
obiettivo la salita dell'inviolato sperone nord-ovest di questa montagna, é
giunta ad Islamabad il 17 luglio ed ha intrapreso il viaggio di avvicinamento
lungo la Karakorum Highway. Questa particolare "autostrada",
realizzata con grandi sforzi nel 1947, ripercorre gli antichi passi della Via
della Seta. La KKH (come viene
chiamata) si inerpica tortuosa tra montagne e terrazzamenti, seguendo lungo le
pareti a strapiombo il corso impetuoso di fiumi come l'Hunza, il Gilgit e
l'Indo. Alla spettacolarità dei panorami fa peraltro riscontro una diffusa
pericolosità, causata da frane che devono essere rimosse costantemente per
garantire il passaggio dei mezzi. I componenti della spedizione
"Rakaposhi 2005" hanno raggiunto il campo base ai piedi del Rakaposhi
dopo aver lasciato Karimabad, all'ingresso di una valle affascinante e ricca di
suggestioni. L'arrivo della spedizione nella cittadina ha destato un profondo
interesse nella cordiale popolazione locale; Alberto Peruffo, Carlos Buhler,
Renzo Corona, Ivo Ferrari, Crista Lee-Mitchell, Alessandro Pianalto, Michele
Romio e Mirco Scarso sono quindi stati "adottati" dagli abitanti, che
ne hanno seguito
attentamente i preparativi e stanno già organizzando una grande festa per il
ritorno della spedizione, qualunque sia il suo esito. Unico problema
riscontrato é quello della difficoltà nelle comunicazioni,difficoltose e
frammentarie.
(Ultim’ora)TIBLISI:
TRAGEDIA SUI MONTI GEORGIANI - DUE SCALATORI GEORGIANI MORTI SUL MONTE USHBA,
UN TERZO COMPONENTE LA CORDATA E’ RIUSCITO A SALVARSI
Due dei più validi alpinisti georgiani, Merab Khabazi e
Zaal Kikodze, sono deceduti a seguito di un incidente sull’Ushba, la montagna
simbolo per la Georgia nella regione dello Svaneti. Nonostante gli sforzi messi
in atto da tutta la comunità alpinistica georgiana, solo uno dei componenti
della cordata, Gela Otarashvili, ha potuto essere salvato. Gli scalatori Zaal
Kikodze e Merab Khabazi sono stati trovati morti sulla cima a 4710 m. I tre
scalatori facevano parte della spedizione Georgia – Olanda che ha iniziato la
scalata dell’Ushba nello Svaneti il 15 luglio. Il team di cinque persone era
stato trattenuto per l’improvvisa malattia di uno dei partecipanti olandesi e
si sono quindi divisi. Due membri del team olandese che si trovavano indietro,
sono stati salvati, mentre i georgiani continuavano ad avanzare. “Solo le
brutte condizioni del tempo hanno impedito le operazioni di soccorso, se non
fosse stato per il cattivo tempo, essi non avrebbero avuto bisogno di aiuto, se
la sarebbero cavata da soli”, ha detto mercoledì scorso lo scalatore Beno
Kashakashvili. Tutti e tre gli scalatori avevano grande esperienza, avevano
scalato molte delle più grandi cime della Georgia. Merab Khabazi aveva più
volte arrampicato il monte Ushba e aveva raggiunto la cima del monte Everest
nel 1999. Zaal Kikodze, professore alla Tiblisi State University, aveva
collaborato alla realizzazione di un documentario sui problemi elettrici della
Georgia, Power Trip. Nella sua biografia, nel sito web di Power Trip, troviamo
foto e spedizioni di scalatori professionisti, i membri delle squadre di
soccorso, le guide. “Zaal aveva scritto e letto molti argomenti che includevano
la risoluzione dei conflitti etnici, bio-diversità e sviluppo sostenibile della
Georgia” si legge nella biografia. I corpi dei due scalatori sono stati
trasferiti a Tiblisi con l’elicottero mentre Otarashvili è stato portato a
Mestia, il centro amministrativo di Svaneti. Rustavi-2 ha riportato che
Otarashvili era in soddisfacenti condizioni di salute. Civil Georgia riporta
che la cima dell’Ushba che gli scalatori hanno tentato di raggiungere è
considerata una dei 50 più difficili itinerari di montagna. Essi non sono stati
i primi scalatori a rimanere uccisi nel tentativo di scalare la montagna: nel
febbraio del 2000 sette scalatori russi e tre inglesi sono rimasti uccisi da
una cascata di seracchi nel tentativo di
raggiungere la cima dal versante russo. Tanti i numerosi contatti in corso e le attività avviate dal
Club alpino italiano a favore della Georgia,
grazie all’impegno di molti soci coordinati dal membro del Comitato
centrale di indirizzo e controllo del Cai, Silvio Calvi, la notizia ha portato
sconcerto e grave dolore anche nell’ambiente alpinistico italiano. Il Cai
ha espresso solidarietà agli alpinisti
e alle associazioni della Georgia coinvolte dalla tragedia.
TEAM
ALPINEXTREM DI SALEWA - DIVERTIMENTO E SUCCESSO - IL BINOMIO
TRA ROCCIA E ACCIAIO
DIVERTIMENTO E SUCCESSO - Nel 2004 Salewa ha fondato il team
internazionale alpineXtrem. L'obiettivo è quello di incoraggiare gli atleti e
le atlete più giovani sotto la guida dei due esperti alpinisti Christoph Hainz
e Matthias Robl. E i risultati sono stati eccellenti. Lo svizzero Roger Schäli,
giovane guida alpina e alpinista estremo, ad esempio, con le due prime scalate
dell'Arwa Spires in India settentrionale si è già aggiudicato la candidatura al
“Piolet d'Or”, l'oscar dell'alpinismo. La francese Chloé Minoret vanta il
titolo di campionessa europea e regionale nell'arrampicata sportiva, mentre
nelle competizioni di arrampicata Timo Preussler e Daniel Steurer hanno portato
a casa la medaglia rispettivamente per la Germania e l'Austria. Martin Moser,
che invece detiene già tanti primati per l'arrampicata sportiva, ora preferisce
cimentarsi nei difficili problemi del boulder. L'aspetto più interessante è che
i membri del team provengono da cinque paesi diversi, il che favorisce anche un
scambio tra culture diverse. Al 2005 risale anche la prima spedizione di gruppo,
durante la quale è stata aperta una difficile via d'arrampicata nelle Gole di
Taghia nell'Alto Atlante, Marocco. E per il futuro si prevedono altre
spedizioni impegnative. Oltre a essere i principali ambasciatori Salewa nelle
palestre di arrampicata, sulle pareti rocciose e sulle montagne di tutto il mondo, i
membri del team hanno anche un ruolo importante nello sviluppo dei prodotti,
che vengono sottoposti a test approfonditi e collaudati nelle condizioni più difficili. I
feedback che ne derivano permettono ai responsabili di migliorare costantemente i
prodotti e di mettere sul mercato materiali altamente tecnici
SONDRIO
FESTIVAL – LE INIZIATIVE IN CORSO PER PROMUOVERE LA RASSEGNA INTERNAZIONALE IN
PROGRAMMA DAL 10 AL 16 OTTOBRE A SONDRIO
Sondrio Festival, la Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi la cui 19° edizione è in programma nel capoluogo valtellinese dal 10 al 16 ottobre, cerca i documentaristi di domani. Lo fa con il concorso “Trofeo di Caccia alle immagini” che viene proposto non solo ai giovani, ma a tutti gli appassionati di fotografia e video. I partecipanti sono invitati ad interpretare con foto e videocamere la vita degli animali nelle aree protette presenti nella provincia di Sondrio, allo stesso modo di quanto fanno i registi di tutto il mondo in concorso alla Midop con altre riserve naturali. Per partecipare al concorso è sufficiente compilare il semplice modulo allegato al depliant illustrativo (in distribuzione presso il Centro Documentazione Aree Protette, le biblioteche della provincia, gli Informagiovani, il Policampus e altri luoghi di aggregazione) e inviare le proprie opere entro il 15 settembre al Centro Documentazione Aree Protette, via Perego 1, 23100 Sondrio. Una giuria composta da esperti le valuterà e assegnerà il primo premio (targa ricordo e una fotocamera digitale di ultima generazione) sia per le sezioni foto che video. Sono previsti anche secondi e terzi premi. Le opere scelte potranno essere pubblicate sul sito web del festival (www.sondriofestival.it) e costituire la base di manifesti e video promozionali. Il concorso è solo una delle tante iniziative promozionali ideate quest’anno dall’organizzazione di Assomidop per promuovere adeguatamente la conoscenza di Sondrio Festival anche sul territorio nazionale. Tra di esse, spicca la Giornata del Pubblico (domenica 16 ottobre) a chiusura del festival, con tutte le sale di Sondrio aperte alla proiezione non-stop di documentari, mercatini di prodotti tradizionali, menu speciale nei ristoranti e Treno Speciale da Milano. Quest'anno Sondrio Festival si è anche assicurato una presenza importante a Milano, dove il 18, nell'ambito della "Notte Bianca" sono stati proiettati presso la prestigiosa sede del Cai in Galleria alcuni documentari delle passate edizioni. In settembre, sempre a Milano, sono previste due serate alla “Casa dell’Energia” di AEM per pubblicizzare l’iniziativa del 16 ottobre.
Sono 9 fra i maggiori talenti alpinistici del nostro Paese. E hanno un solo obiettivo: quello di esplorare una zona finora off-limits del Karakorum. Il loro progetto si chiama Up. E’ una sfida verticale a cime e pareti ancora inviolate e di grande difficoltà tecnica. Con un approccio nuovo. Fresco dell’entusiasmo di un gruppo di giovani a cui non importa nulla della competizione fra alpinisti o delle sterili polemiche giornalistiche. Un gruppo di talenti, che vive unicamente del respiro della montagna. E che ha scelto come mezzo d’espressione, della propria capacità e voglia d’avventura, il ghiacciaio pakistano del Chogolisa. A tre giorni da Hushe, in una zona che offre grandi possibilità e vette senza nome e senza quota, la “banda dei nove” ha raggiunto risultati di grande rilievo. La spedizione - composta da Luca Maspes, Hervè Barmasse, Gianluca Bellin, Cristian Brenna, Francesca Chenal, Ezio Merlier, Giovanni Ongaro, Giovanni Pagnoncelli e Fabio Salini - è partita il 5 giugno. E rientrerà presumibilmente in Italia il 5 agosto, con un bottino davvero invidiabile. L’Up team ha aperto 5 nuove vie. Dando un nome a due montagne finora inviolate. E così ecco la conquista del Peak 5500 e del Peak 6000, colossi innevati di granito, raggiunti “inventando” percorsi di grande difficoltà tecnica, sempre intorno al sesto, settimo grado B e C. Up, dicono i protagonisti, è un modo nuovo di fare alpinismo. Lontano dai cliché. A metà strada la tecnica di scalata vera e propria e l’esplorazione. “Up project - spiega Luca Maspes - vuole rappresentare un alpinismo giovane. Che racchiude tutto ciò che la montagna offre: il sasso, la falesia, la grande parete di roccia, la cascata di ghiaccio, il misto e su su fino all’alta quota”. “A tutto questo - prosegue Rampikino, alias Luca Maspes - vogliamo aggiungere l’esplorazione, la scoperta o la rivisitazione in chiave moderna di luoghi lontani e poco accessibili. Quelli che forse, in futuro, diventeranno le nuove mete del mondo alpinistico”. Up, dunque, è un progetto ambizioso. Che fornisce alcuni dati anche alla scienza. E che si muove in sinergia con le principali iniziative italiane di cooperazione, ricerca e sviluppo nell’area. Il fine ultimo è quello di lanciare attività di turismo ecosostenibile previste dall’Accordo di cooperazione Italia-Pakistan. E promuovere destinazioni montuose alternative, nel parco del Karakorum centrale, di cui il Comitato Ev-K2-Cnr è il referente per il Governo italiano.
SETTEMBRE 2005: LA TRANSUMANZA NEL COMPRENSORIO TURISTICO
DEL PASSO RESIA
Nel Comprensorio Turistico del
Passo Resia la Transumanza autunnale si svolgerà il 7 settembre 2005 con il
rientro delle pecore a Vallelunga, e l’11 e il 16 settembre 2005 con il rientro
delle mucche a Resia e Nauders A
settembre, contadini, malgari e pastori festeggiano
il rientro del bestiame dall’alpeggio. In programma: escursioni alle
malghe con degustazione di formaggio, mercati contadini, gite in carrozza,
trekking tour con i lama e visite a fattorie didattiche. Tradizione vuole che
ogni anno vengano
premiate le due mucche da latte migliori e le due mucche più forti. Segno
tangibile del primato conquistato durante l’estate in malga, i decori che
ornano le corna delle mucche: le due
mucche da latte migliori ottengono il “Milchstaffl", versione in miniatura dell’utensile usato per
la lavorazione del latte, mentre le due vacche più forti vengono decorate con
il "Roblerin", uno sorta di specchio. Al termine della festa, gli
ornamenti troveranno posto sulle pareti esterne delle stalle, esibiti come
ambiti trofei dai proprietari delle mucche.
DAL
21 AL 23 OTTOBRE 2005 NEL VERONESE IV OLIMPIADE DEI FORMAGGI DI
MONTAGNA: MILLE FORMAGGI DA 24 PAESI SI SFIDANO PER IL PODIO
Organizzato dal Consorzio di Tutela Monte Veronese dop per conto dell’associazione internazionale Caseus Montanus l'evento è la più importante vetrina mondiale dei prodotti caseari realizzati con latte proveniente da oltre 600 metri d’altitudine. Arriveranno fino dal Tibet, dal Guatemala, dall’Equador, oltre che da tutta Europa ed in particolare dai Paesi dell’arco alpino, trasportati nel lungo viaggio da monaci e pastori, da contadini e allevatori, per una straordinaria sfida planetaria all’insegna del sapore, ma anche della tradizione e della cultura. La nobile Verona e la sua provincia, con gli antichi e misteriosi Monti Lessini, ospiteranno infatti dal 21 al 23 ottobre la quarta edizione delle Olimpiadi dei formaggi di montagna, ovvero la più importante vetrina mondiale dei prodotti caseari realizzati con latte proveniente da oltre 600 metri d’altitudine. In tutto oltre 1000 caci diversi, da 24 Paesi, pronti a sfidarsi - divisi opportunamente nelle diverse categorie, secondo tipo di latte, metodo di produzione e di affinatura - di fronte a giurie di esperti e giornalisti, giunti anch’essi da mezzo mondo per scegliere i campioni. Senza dimenticare che verrà istituita anche una speciale giuria di bambini che dovrà premiare il più «gustoso» formaggio italiano. Tra i protagonisti ci sarà il formaggio Monte Veronese dei Lessini, il cui Consorzio di tutela - sostenuto dalla Regione del Veneto, dalla Provincia e dal Comune di Verona, assieme a Comunità montane e loro comuni, Camera di Commercio, Fiera, BimAdige e Veronattutintorno - è stato incaricato dell’organizzazione dell’evento da Caseus Montanus, il Centro Internazionale per la salvaguardia e la valorizzazione dei formaggi di montagna nato nel 2002. Nel ricchissimo programma non c’è solo il concorso internazionale, che pure rappresenta il momento clou delle Olimpiadi, ma anche la realizzazione di un Villaggio olimpico e di un mercato dei formaggi, assieme a convegni internazionali, laboratori di degustazione, prove d'assaggio ed animazioni varie.
CORSO PER DOCENTI “CONOSCERE IL PAESAGGIO”
Sondrio. Si è concluso il corso promosso dalla
Fondazione Gruppo Credito Valtellinese "Conoscere il paesaggio",
dedicato ai docenti delle scuole della provincia di Sondrio. L'iniziativa, che
ha riscosso un grande successo e ha registrato 150 iscrizioni, si proponeva,
attraverso un ciclo di lezioni supportate da escursioni sul campo, di fornire
gli strumenti per "leggere" il paesaggio valtellinese, conoscerne gli
aspetti costitutivi ed individuarne i valori.
Ufficio
Stampa Club Alpino Italiano
Responsabile: Pier Giorgio Oliveti