Spettacoloso Raikkonen

Il finlandese vince il GP del Giapppne partendo dal diciassettesimo posto in griglia e superando Giancarlo Fisichella all'inizio dell'ultimo giro. Terzo posto per il campione del mondo Alonso, anch'egli autore di una grande rimonta. Le Ferrari: settimo Schumi, undicesimo Barrichello

 

Capolavoro di Kimi Raikkonen! Il finlandese trionfa nel Gran Premio del Giappone scavalcando Giancarlo Fisichella all'inizio dell'ultimo giro e conquistando il settimo successo stagionale, uno in più del neocampione del mondo Fernando Alonso, il nono della carriera, dopo essere partito dal diciassettesimo posto in griglia. Terzo posto per Alonso, anch'egli autore di una grande rimonta essendo partito giusto davanti a Raikkonen. Quarto Mark Webber davanti a Jenson Button, David Coulthard, Michael e Ralf Schumacher. Undicesimo Rubens Barrichello, ritirato Juan Pablo Montoya per un incidente al primo giro.

Alla partenza scatta in testa dalla pole position Ralf Schumacher, aiutato in qualifica dalle favorevoli condizioni meteo. Segue Fisichella che dalla seconda fila sopravanza Button, poi c'è Coulthard. Alle loro spalle succede di tutto: Sato arriva lungo alla prima curva trascinandosi dietro Barrichello, i due si fermano ai box compromettendo la loro corsa. Alla fine del primo giro Montoya, spinto fuori pista da Villeneuve, va a sbattere alla chicane: vettura distrutta, pilota illeso e disdetta per la McLaren che perde i punti di un suo pilota per la lotta con la Renault nella classifica costruttori. La safety-car entra in pista rimanendovi per sei giri, dopodiché comincia lo spettacolo. Alonso è già ottavo dietro a Michel Schumacher, mentre Raikkonen è dodicesimo. L'ex campione del mondo supera Klien, imitato poco dopo da Alonso che però taglia la chicane, si fa ricuperare dall'austriaco e lo riscavalca immediatamente sul rettilineo dei box. A causa di questo frettoloso controsorpasso la giuria costringe Fernando a farsi superare di nuovo da Klien. Nel frattempo Sato trova il tempo di speronare Trulli e di fargli finire anzitempo la corsa. Nel dopogara i commissari escluderanno il giapponese dall'ordine d'arrivo e penalizzeranno di 25 secondi Villeneuve per l'incidente di Montoya, facendolo retrocedere in dodicesima posizione.

Al 12° passaggio il neoiridato si libera definitivamente del pilota della Red Bull e va ad attaccare Schumi. Un giro più tardi Ralf si ferma per la prima delle sue tre soste: una strategia, la sua, che lo taglierà fuori dalla lotta per le prime posizioni. In testa va Fisichella mentre dietro Alonso e Raikkonen rinvengono fortissimo su Schumacher. Al 20° giro Alonso è strepitoso: supera Schumi all'esterno della 130R, la più rapida del circuito con i suoi oltre 300 km/h e una delle più veloci del mondiale. Per Fernando è un'autentica prodezza. Il gioco del primo pit-stop però penalizza lo spagnolo che viene rallentato al rientro in pista da Villeneuve e Massa e viene ripassato da Michael e scavalcato da Raikkonen, circostanza questa determinante per l'esito finale del Gran Premio. Invariate le altre posizioni di testa con Webber che però passa terzo dietro Fisichella e Button, Coulthard scende al settimo posto davanti ad Alonso che lo passa quasi immediatamente.

Kimi e Fernando ci mettono pochissimi giri a superare Michel Schumacher, entrambi alla fine del rettilineo dei box all'esterno della prima curva. Sullo slancio i due piombano su Button e Webber ma non li attaccano. Alonso a 17 giri dalla fine effettua la seconda sosta, imitato due tornate dopo dal suo compagno di squadra Fisichella che sembra leader indisturbato della corsa. A meno 12 dal termine tocca a Button e Webber fermarsi e l'australiano compie il suo secondo sorpasso in pit-lane grazie ai meccanici Williams oggi insolitamente impeccabili, mettendo inoltre Alonso tra sé e l'inglese. Raikkonen ha pista libera e si lancia in una serie di giri record, fino a quando si ferma a 8 tornate dalla fine rientrando in pista secondo dietro a Fisichella. Alonso compie l'ennesimo sorpasso della giornata ai danni di Webber e conquista il gradino più basso del podio, davanti Fisichella amministra, forse troppo, la vettura, e Raikkonen arriva su di lui come un falco a tre giri dalla fine. Due tornate d'attesa e poi all'inizio dell'ultimo giro il sorpasso decisivo all'esterno della prima curva che regala a lui il trionfo e al romano della Renault la beffa più grande.

La cronaca della corsa dice già tutto: è stata la gara più bella dell'anno, grazie a quello scroscio di pioggia nelle qualifiche che ha fatto partire quasi in fondo alla griglia Raikkonen e Alonso, i due dominatori dell'annata. Oltretutto Raikkonen si è dimostrato più forte della sfortuna che per la quarta volta nel 2005 gli ha fatto rompere il motore costringendolo a perdere dieci posizioni sulla griglia di partenza. La sua rimonta tuttavia non è da record, il primato appartiene sempre a John Watson che nel 1983, guarda caso anch'egli su una McLaren, vinse a Long Beach partendo dal ventiduesimo posto (undicesima fila) in griglia. La McLaren è una macchina super ma il suo motore Mercedes è fragilissimo. La scarsa affidabilità del propulsore e le battute d'arresto di Montoya rischiano di far perdere alla casa di Woking oltre che il titolo piloti anche quello costruttori. Oggi infatti, pur avendo vinto la decima gara stagionale, tre in più della Renault, il team di Ron Dennis è stato nuovamente sopravanzato da quello transalpino in classifica costruttori per soli due punti. Sul podio i due piloti di Briatore non erano per nulla soddisfatti ma tra una settimana in Cina potranno giocarsi il secondo mondiale dell'anno.

Della Ferrari che dire? La casa di Maranello è terza nell'iride costruttori, così come Michael Schumacher in quello piloti, ma Barrichello ha compromesso subito la sua prestazione, mentre Schumi è stato letteralmente umiliato, e più volte, da Raikkonen e Alonso. La sua vettura non gli consente di resistere a due belve scatenate come lo spagnolo e il finlandese anche su un circuito impegnativo come Suzuka dove i sorpassi sono tutt'altro che semplici. Ecco, i sorpassi. Finalmente ci sono stati e in quantità industriale ma il merito, lo ripetiamo, è tutto dell'acquazzone del sabato mattina, senza il quale i migliori avrebbero fatto la solita corsa di testa, poco divertente per loro e soporifera per gli spettatori. Non sarà il caso di cominciare a pensare a zavorrare i migliori della classifica per farli partire più indietro, come nel Mondiale Turismo? Altrimenti lo spettacolo, se tutto rimane in condizioni normali, va a farsi benedire, per la gioia degli appassionati delle due ruote che invece lo spettacolo se lo possono godere in tutte le gare del motomondiale.

RASSEGNA STAMPA - Eurosport - Max Valle

09/10/05