SAN PATRIGNANO
2005: “UNA MANIFESTAZIONE DI ALTO LIVELLO”
Dopo tre giorni di
incontri e di riunioni con tutte le persone di San Patrignano impegnate nella
preparazione dell’europeo e la show director della manifestazione, abbiamo
chiesto al delegato tecnico FEI Jon Doney, lo stato dei lavori e se ci sono
novità in arrivo per il mese di luglio.
Come procede l’organizzazione del Campionato?
“Appena arrivato a San Patrignano sapevo che sarei stato 'in buone mani',
quelle di Eleonora Ottaviani. Quando, due anni fa, mi ha chiamato per chiedermi
se fossi interessato a ricoprire il ruolo di delegato tecnico del campionato,
avevamo già
lavorato molto bene insieme per i mondiali
di Roma ’98. Ho accettato al volo. Fortunatamente, anche la FEI è stata
d’accordo e mi ha confermato l’incarico. Quindi, mi aspettavo di trovarmi di
fronte ad una organizzazione fantastica. Però, non sapevo che tutto sarebbe
stato costruito e fatto sul posto. E’ veramente un’opportunità unica lavorare
ad una manifestazione di questo genere, quando tutto è pensato e realizzato
appositamente per l’evento. E’ la risposta alla domanda su come procedono le
cose, è semplice: tutto ben preparato e organizzato".
Un commento sulle novità tecniche del campionato?
“Nell’equitazione è molto importante che il pubblico possa seguire con facilità
ed interesse, cosa sta accadendo in campo gara. Ed una bella novità è che Marco
Cortinovis (corse designer del campionato) ha creato degli ostacoli che, nella
loro successione, raccontano una storia. Dai mega schermi il pubblico potrà
osservare ogni salto e studiare, non solo gli aspetti tecnici del percorso, ma
seguire un filo narrativo, di comunicazione che lega ogni ostacolo all’altro.
Ogni giorno i tracciati presenteranno un tema. Il primo è l’Italia, le sue
città le sue bellezze artistiche e storiche; il secondo l’Europa e le sue
nazioni; ed in fine il terzo è la solidarietà, il messaggio centrale della vita
di San Patrignano. Tanti ostacoli, infatti, parlano proprio di quello che la
comunità fa ogni giorno".
Lei ha tanta esperienza, in quanto da anni lavora a tutti i concorsi più
importanti del mondo. Cosa la colpisce di più del lavoro che ha visto fare dai
ragazzi di San Patrignano?
“Qualità.
Tutto quello che vedo è di qualità. Non solo, come ho già detto, per il fatto
che tutto sarà costruito sul posto, ma proprio per la qualità della
lavorazione. Ovviamente, essendo un direttore di campo, a me interessano gli
ostacoli. Normalmente, quando uno guarda gli ostacoli da vicino, sono ruvidi.
Qui, sono molto lisci, gli angoli sono bellissimi, le giunture sono bellissime.
C’è proprio una qualità di lavorazione in tutti i sensi. Credo che la qualità,
l’attenzione al dettaglio, la spinta a fare bene, si veda anche nelle persone
che lavorano in comunità. Te ne accorgi da come aiutano gli altri, dalla loro
disponibilità. Questo renderà i campionati veramente piacevoli. Ovviamente, lo
sport è importante, ma anche ciò che accade dietro le quinte lo è. Simpatia,
disponibilità, lavoro di gruppo sono essenziali per la riuscita di una
manifestazione.”
Cosa pensa del messaggio di prevenzione e soprattutto di solidarietà che anima
l’evento? “Come ho già
detto il messaggio sociale della manifestazione si esprimerà anche attraverso
gli ostacoli. La comunità è un luogo straordinario, ed è ciò che io ripeto
sempre ovunque vado. Parlo di San Patrignano in tutto il mondo perché è un
posto eccezionale. Il messaggio è incredibile. Vorrei solo che anche altri
paesi avessero delle realtà simili, destinate ad aiutare chi ha bisogno.”
San Patrignano 2005 pare una
pagina nuova nella storia dell’equitazione, nel rapporto tra sport e società.
Lei crede che lo sport sia utile nella crescita dei giovani? E che in
particolare lo sia uno sport in cui si crea un rapporto speciale tra un cavallo
e un uomo?
“Credo che sia molto importante per i giovani praticare sport. Penso, che
quando unisci sport e cavalli crei un binomio. Uomo e cavallo devono lavorare
insieme, creare una conoscenza reciproca, lavorare come una squadra. Poi, lo
sport è anche utile per eliminare divisioni politiche, ideologiche sociali.
Anche se non hai tanti soldi puoi comprare un cavallo per relativamente poco.
se sei fortunato e, soprattutto, abbastanza bravo hai l’opportunità di essere
uguale a uno con milioni di sterline in banca. Nel nostro sport puoi competere
anche se non hai tanti soldi, i risultati delle gare non mentono. Un giorno
puoi essere campione del mondo, ed il prossimo puoi cadere da cavallo saltando
un ostacolo piccolo e facile. Credo che tutto questo possa essere di grande
aiuto a maturare il comportamento ed il carattere di un giovane.”
I ragazzi che arrivano a San
Patrignano dopo un esperienza di tossicodipendenza, lavorando con i cavalli,
creano un rapporto con gli animali, che li aiuta a uscire dai loro problemi.
Pensa che i cavalli possono essere un mezzo di recupero dal disagio?
“I cavalli, solitamente, trattano bene chi li tratta bene. E il rapporto di
affetto e di amicizia che si crea , funziona in due direzioni: dal cavallo all'
uomo e dall' uomo al cavallo. Quindi, sicuramente è molto importante per
aiutare le persone in difficoltà.”
29/04/05
Roberta Lazzaretto –
San Patrignano Press office