RALLYE DEI FIORI....RALLYE DI SANREMO......SE SON ROSE FIORIRANNO!!!!

 

Sanremo.A decidere sarà la rosa, che se è rossa è il simbolo dell’amore ardente, o la margherita che rappresenta l’innocenza?
Forse la mimosa, ma ad emettere il verdetto definitivo potrebbe anche essere la ginestra o l’anemone. O magari il papavero...
Comunque un fiore perché a ogni prova speciale del Rallye Sanremo numero 47, quello che si disputerà la penultima settimana di settembre sulle impareggiabili strade dell’entroterra imperiese, è stato attribuito un nome preso a prestito dal regno vegetale.
Un tocco poetico e un dovuto tributo alla floricoltura che da sempre è uno degli elementi trainanti dell’economia dell’estremo ponente ligure. Ma anche l’omaggio a un passato che non può e non deve essere dimenticato.
C’era una volta il Rallye dei Fiori e si correva in inverno, in gran parte sui passi ancora sterrati della riviera ligure.
Una gara durissima, massacrante. Diversa nello spirito e nella sostanza da quelle gare di regolarità pura che allora si disputavano un po’ dappertutto. E alle quali si era peraltro ispirato l’ingegner Ghino Longo nel metterla in cantiere – nel febbraio del 1961 – con il fondamentale apporto dell’Automobile Club Sanremo.
La storia del rallismo moderno, quello italiano ma non solo, è iniziata con il 1° Rallye dei Fiori. Da un’idea coraggiosa che s’era rivelata subito vincente.
Da allora sono cambiate tante cose, anche il nome dell’appuntamento che dal ’68 è quello della città che lo ospita: Sanremo. Non però lo spirito di quelli che nel tempo hanno continuato a organizzarlo.
Continuando a cercare e trovare il modo per mantenerlo sempre attuale, senza lasciarsi travolgere dalla nostalgia ma senza rinnegare la tradizione.
Riproponendo anno dopo anno richiami significativi: da sempre scrivendo rallye alla francese, ora facendo rifiorire rose, margherite, mimose, ginestre, anemoni e papaveri sulle tabelle di marcia.

 

(Redazione)

corsanews.it

02/08/05