Stefania Bianchini campionessa mondiale!
Rimini,
Stefania Bianchini si è laureata campionessa mondiale WBC nei pesi mosca
ed è la prima pugile italiana a potersi fregiare di tale titolo.
Rimini, 7 agosto 2005
Gli assenti hanno avuto torto.
Le tribune, non certo gremite, del Palazzetto dello Sport di Rimini facevano
contrasto con gli affollati viali del passeggio serale e del lungomare della
capitale romagnola del divertimento.
Non è mancato lo spettacolo nella riunione organizzata dalla Boxe Loreni e
teletrasmessa da RaisportSat con il commento di Marco Lollobrigida e Nino
Benvenuti; oltre al mondiale femminile, si sono esibiti 4 pugili in ascesa
appartenenti al team bresciano di Mario Loreni.
Non sono mancate le personalità, il presidente Ruben Martinez, la signora Enza
Jacoponi e Roberto Rea dell'EBU, il presidente Franco Falcinelli e il
segretario Riccardo De Girolami della FPI, campioni di ieri e di oggi come
Francesco Damiani, Maurizio Stecca, Valerio Nati e Simona Galassi.
La ciliegina sulla torta era rappresentata dal primo mondiale femminile WBC
svoltosi in Europa che vedeva impegnate la milanese Stefania Bianchini,
campionessa europea in carica, e l'inglese Cathy Brown, già sconfitta dalla
nostra campionessa in una difesa europea.
Una Stefania concentratissima si presenta sul ring desiderosa di cancellare la
delusione patita in Ungheria quando è stata dichiarata sconfitta di fronte alla
beniamina di casa, Viktoria Milo.
Non da meno Cathy Brown, ragazza dallo sguardo molto intenso.
La prima ripresa non offre spunti, le due atlete si studiano, la Bianchini
avanza in guardia destra ma non trova varchi.
Successivamente, Stefania si scioglie ed inizia a tessere qualche interessante
trama offensiva contrastata solo a tratti da qualche colpo d'incontro
dell'inglese.
Stefania viene incitata a gran voce da un buon numero di sostenitori muniti
anche di trombette in stile muay-thai, disciplina di combattimento di cui
Stefania è commentatrice tecnica in televisione.
Un sinistro della Brown nel 4° round colpisce la nostra atleta che non accusa
e, anzi, torna alla carica e ristabilisce le sorti del round.
Pericolosa la testa portata avanti nelle fasi d'attacco dalla Brown, Stefania,
invece, avanza a piccoli passetti studiando minuziosamente ogni movimento
dell'avversaria.
Il ritmo imposto dall'allenatissima Bianchini è intenso e, sovente, la Brown si
chiude in clinch per rifiatare.
Nel 7° round, altro sinistro notevole della Brown ma l'italiana si rifà con un
pregevole 1-2 che ottiene buoni frutti, i round sono tutti molto equilibrati e
le preferenze per l'una e l'altra sono minime; Stefania sembra, però, avere
sempre qualche guizzo in più accompagnato da una buona supremazia territoriale.
L'incontro si chiude dopo 20 minuti di lotta e le due ragazze sono
comprensibilmente stanche; Stefania respira molto intensamente al suo angolo,
segno questo che nella contesa ha messo tutto quello che aveva.
Il verdetto dei giudici, seppur di misura, è unanime: 1 punto, 2 e 2 consegnano
a Stefania la seconda cintura femminile WBC dopo quella conquistata da Laila
Alì.
Stefania scoppia in un pianto liberatorio sostenuta da parenti, amici e tifosi.
Molto lucida la neo-campionessa quando, sul ring, ringrazia i sostenitori
dichiarando, con un pizzico di spavalderia, "Grazie del sostegno. Ho
sentito di più voi che i colpi della Brown" e ai microfoni RAI ringrazia
il proprio angolo che le consigliava la tattica da adottare.
Il sottoclou si prospettava come un confronto Italia-Regno Unito e la cosa non
ci sarebbe dispiaciuta conoscendo il valore dei pugili d'oltre Manica e la loro
propensione alla lotta, sportivamente parlando.
Due defezioni, però, ci hanno privato di questa sfida imperniata inizialmente
su 4 incontri.
Migliora, incontro dopo incontro, Emanuele De Prophetis.
Aveva di fronte il compagno di scuderia Francesco D'Arcangelo, chiamato in
extremis a salvare lo svolgimento dell'incontro dato che l'inglese Pereira era
stato male a poche ore dalla partenza per l'Italia.
D'Arcangelo ha provato a contrastare con i jab e qualche montante l'avanzata di
De Prophetis ma questi, a piccoli passi e mantenendo la guardia chiusa, si
faceva sotto all'avversario dove poteva scagliare bordate al corpo sia col
sinistro che col destro.
Nel 2° round, D'Arcangelo volta le spalle all'avversario e deve subire un
conteggio.
Nel 3° round, l'epilogo: dopo 3 richiami dovuti alla perdita del paradenti, il
pugile tarantino viene squalificato e salvato da una conclusione più dolorosa.
Bundu-James rappresentava l'incontro più atteso dopo il mondiale.
Leo, sostenuto a gran voce dagli amici di Firenze, si trovava di fronte un uomo
già capace di vincere 14 volte da professionista, Leonard Bundu era
invece al 4° incontro pro.
Questo non scoraggia, anzi carica, il simpatico bomber, nativo della Sierra
Leone.
James viene tempestato di colpi pesanti al volto e al corpo. Non a caso, al
termine del 1° round, James torna al suo angolo con un sensibile gonfiore sotto
l'occhio sinistro.
Bundu continua ad attaccare forsennatamente ed il pericolo potrebbe arrivare da
un colpo d'incontro dell'inglese, particolarmente apprezzato dal pubblico
femminile probabilmente non per motivi pugilistici.
I pochi colpi di James, accompagnati da un ghigno beffardo, vengono accolti con
grande enfasi dal clan inglese ma la proporzione dei colpi, sia come potenza
che come numero, è nettamente a favore di Bundu che si deve accontentare di una
vittoria ai punti ma l'impegnativo test è stato superato a pieni voti.
Brunet Zamora è sinonimo di spettacolo fuori e dentro il ring.
Il cubano di Trieste si presenta sul ring con il consueto cappello da cow-boy.
Il suo avversario, l'irlandese McDonagh, un 27enne con la faccia da ragazzino,
non ha mai perso prima del limite pur avendo affrontato pugili più quotati come
Burke, Hughes e Jeffries.
Zamora rincorre l'irlandese che gira intorno al ring, i suoi colpi sono potenti
ma difettano in efficacia perchè non preparati adeguatamente da un'azione
d'attacco e non sempre vengono accompagnati da una serie.
Col passare dei minuti, McDonagh prende coraggio e al 4° round esibisce un buon
montante che scalda il team inglese ma, nella 6^ ed ultima ripresa, Zamora
torna in cattedra e intensifica il ritmo, l'irlandese è in seria difficoltà ma
riesce a chiudere in piedi la contesa pur con qualche affanno.
Il rumeno di Rimini, "Giuliano" Ilie ha un folto seguito di
concittadini che lo acclamano.
L'impressione è che si trovi di fronte un avversario di scarsa consistenza.
Ilie non tarda a darcene conferma e, al 2° round, mette al tappeto Buzasi,
giustamente fermato dall'arbitro Giubelli poichè non più in grado di
continuare.
Si conclude la serata con l'incontro mondiale di cui abbiamo già parlato e con
i festeggiamenti a Stefania Bianchini, prima italiana campionessa mondiale di
pugilato.
Una personale considerazione: avversari credibili possono solo far bene alla
boxe, allo spettacolo e ai pugili italiani di valore, la serata riminese ne è
stata la riprova.
RISULTATI.
Titolo femminile WBC Pesi Mosca: Stefania Bianchini (Italia, Team Loreni, 14-2)
b. Cathy Brown (Gran Bretagna, Team Booth, 12-7) punti 10
Arbitro Bob Logist (Belgio). Giudici: 96-94 Esa Lehtosaari (Finlandia), 96-95
Robin Dolpierre (Francia), 96-94 Francisco Vazquez Marcos (Spagna).
Supervisore WBC: Enza Jacoponi (Italia); Rappresentante WBC: Ruben Martinez
(Spagna); Osservatore FPI: Riccardo De Girolami (Italia).
Pesi Supermedi: Iulian Ilie (Romania/Italia, Team Loreni, 10-0) b. Arpad Buzasi
(Ungheria, Team Gyory, 2-2-1) kot 2
Pesi Welter: Leonard Bundu (Italia, Team Loreni, 4-0) b. Brett James (Gran
Bretagna, Team Booth, 14-4-2) punti 6
Pesi Superleggeri: Brunet Zamora (Italia, Team Loreni, 5-0) b. Peter McDonagh
(Irlanda, Team Booth, 6-11) punti 6
Pesi Leggeri: Emanuele De Prophetis (Italia, Team Loreni, 5-0) b. Francesco
D'Arcangelo (Italia, Team Loreni 9-11-5) squalifica 3.
Arbitri e giudici: sigg. Giubelli, Bertaccini, Bernardo.
Demetrio Romanò da bordoring.
mondoboxe.it
08/08/05