Successo al Palazzetto dello sport di Roma per il ritorno dell'antica tradizione del 26 dicembre tra le quattro corde. Protagonisti il gitano e l'argentino, vincitori in incontri validi per la corona mondiale juniores di medi e welter. Sconfitto Salvini, bene Petrucci, Demechenko e l'ultras romanista Betti nell'unico match tra dilettanti
di Luigi Panella

ROMA -Bel pomeriggio di boxe al Palazzetto dello sport di Roma, bel ritorno dell’antica tradizione del Santo Stefano pugilistico. Certo, ritrovare il fascino dei grandi campioni di un tempo che di cimentavano il 26 dicembre tra le quattro corde è ormai impresa ardua, ma la grande risposta di pubblico, la giusta atmosfera ed anche qualcosa di discreto dal punto di vista tecnico danno un connotato positivo all’evento organizzato dalla Buccioni Boxing Team.

Tanti appassionati dunque per una riunione imperniata principalmente sulle due sfide mondiali juniores di pesi medi e welter, che hanno confermato quanto di buono si dice dell’italiano Domenico Spada e dell’argentino Juan Manuel Alaggio. Cominciamo dal primo, il gitano di casa, sostenuto a gran voce dalla sua gente e capace di porre fine alle resistenze del tanzaniano Idd Kigula senza aspettare la fine del primo round. Un piccolo momento di apprensione per Spada per un taglio all’arcata sopraccigliare praticamente al primo colpo subito, poi nulla da fare per l’africano, chiuso all’angolo da una serie di colpi corti fino al crollo. Per Spada, al momento, percorso netto: 13 successo su altrettanti incontri, 6 per ko.

Bene anche Alaggio, l’ostico avversario battuto nel maggio scorso della promessa italiana Sven Paris, che ha domato un altro tanzaniano, Roy Mbunda. Di scarsa tecnica, il pugile di colore prova a buttarla sull’aggressività allo stato puro. Ne esce un match scorbutico nel quale Mbunda collezione due richiami ufficiali (1° e 3° round), incappa più di una volta nel gancio destro di Alaggio fino alla conclusione decretata dall’arbitro alla quarta ripresa.

Male invece per il romano Salvini, sovrastato dal campione di Francia Turkej Kaja per il titolo del Mediterraneo dei supergallo. Un primo round equilibrato, poi il transalpino lentamente ma inesorabilmente prende il sopravvento: molti più colpi ma anche più qualità, a tempo l’arresto del combattimento alla settima ripresa, necessario ad evitare una punizione troppo severa a Salvini. Uno sguardo al resto della riunione. Ha destato buona impressione Daniele Petrucci, che con la consueta aggressività ha battuto ai punti il non disprezzabile belga Yembou, finito anche al tappeto al terzo round su un preciso destro del ragazzo del popolare quartiere romano di San Basilio, alla sesta vittoria su sei incontri tra i prof. Facile anche per il mediomassimo ucraino Sergej Demechenko: troppo modesto l’ungherese Kratki, sconfitto per kot al 4° round di un incontro senza storia.

Per chiudere una nota di colore, relativa alla acclamata esibizione di William Betti, detto Spadino, un capotifoso degli ultras della Roma che nell’unico match della riunione tra dilettanti, ha sconfitto il modestissimo ungherese Borni in tre round. Un match tecnicamente non certo indimenticabile, ma per ragazzi della curva sud giunti a sostenere il loro idolo e felici del risultato è un dettaglio di scarsa importanza.

(27 dic 2004)

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